Scuola, 9 presidi su 10 soffrono stress e disagi. Una ricerca mette a nudo i problemi

13 Dic 2018 19:20 - di Redazione

Livelli di stress e di burnout lavorativo troppo alto per i dirigenti scolastici che avvertono di essere sottoposti a richieste lavorative elevate. Il 90% dichiara che il proprio lavoro è distribuito in modo irregolare provocando accumuli e ritardi. E’ quanto emerge dall’indagine sullo stato di benessere di 1616 presidi, svolta da ONSBI-LUMSA per conto dell’Associazione nazionale presidi per analizzare i dati sullo stress lavoro correlato dei Dirigenti scolastici ed approfondire i dati sugli eventi negativi che, troppo spesso, vengono trasformati in fatti di cronaca.

Lo studio evidenzia che il benessere lavorativo dei dirigenti è compromesso da cattivi rapporti con l’Amministrazione a causa della poca prevedibilità, della poca chiarezza e completezza delle informazioni che il dirigente riceve da essa e da cui dipende l’intera organizzazione della vita scolastica. Dall’analisi emerge che: oltre l’80% dichiara di ricevere con poco o pochissimo anticipo informazioni circa cambiamenti futuri che riguardano la gestione della scuola; circa il 72% dichiara di non ricevere tutte le informazioni necessarie per il lavoro. Grande disagio è poi avvertito relativamente alle esperienze di violenza a scuola in qualità di vittima. In particolare: il 66% dichiara di essere stato coinvolto/a in conflitti o litigi sul luogo di lavoro; il 23,1% dichiara di aver subito minacce di violenza a scuola; il 23,6% dichiara di aver subito prese in giro spiacevoli a scuola. Tali risultati relativi alle esperienze negative a scuola, possono essere interpretati come risultato dell’inasprimento del clima e delle relazioni all’interno delle scuole tra gli operatori e il mondo esterno.

L’indagine evidenzia anche gli aspetti positivi che fungono da fattori protettivi per i dirigenti italiani: l’80% avverte che il proprio lavoro, nonostante le difficoltà e i rischi, sia importante e pieno di significato per la propria vita personale e professionale; il 79% dichiara di sentirsi motivato e coinvolto nel proprio lavoro.

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