Roma, la verità sul suicidio della mamma con le figlie: le gemelline erano malformate

domenica 23 Dicembre 19:11 - di Lucio Meo

Nessuno sapeva spiegarsi l’origine di quel gesto, se con una possibile depressione post partum, ma oggi emergono nuovi dettagli sul suicidio della mamma, Pina Orlando, che due giorni fa si è lanciata da un ponte sul Tevere, a Roma, stringendo a sé le due gemelline, dopo averne persa una terza al momento del parto: le neonate erano nate con gravi malformazioni, una era cieca, ed è questo che potrebbe aver scatenato la depressione della donna, di origini abruzzesi, che di notte si è allontanato dalla sua casa del quartiere Testaccio lanciandosi dal ponte dopo qualche decina di metri a piedi, con le bambini avvolte in una coperta.
Secondo il quotidiano Leggo, Sara e Benedetta Di Pasquo erano nate con gravi malformazioni. “Una aveva gravi problemi motori forse irreversibili che l’avrebbero costretta alla carrozzella e l’alrea era cieca. Questi ulteriori raccapriccianti particolari uniti alla morte della terza gemella morta prima del parto avrebbero contribuìto ad aggravare la forma depressiva di cui soffriva Giuseppina Orlando”. Nonostante la vicinanza del marito e dei familiari, la 38 enne non avrebbe retto la situazione e si sarebbe sentita personalmente in colpa con il marito, fino al punto di decidere di liberare l’uomo dalle sua presenza e da quella delle bambini malformate. Ma siamo nel campo delle ipotesi, ovviamente.  

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  • Andrea 28 Dicembre 2018

    Una gravidanza trigemina è un fallimento per la medicina. Le probabilità che i trigemini abbiano degli handicap sale esponenzialmente a causa della loro nascita sempre prematura: basti pensare che l’obbiettivo per i medici è far arrivare questi bambini alla trentesima settimana di gestazione, ben due mesi e mezzo prima del termine naturale. I centri generalmente propongono l’aborto selettivo di un embrione proprio per dare agli altri due maggiori possibilità: una scelta terribile per una madre, ma bisogna essere consapevoli che una gravidanza trigemellare è sempre una scommessa, e alla non più giovane età di 38 anni ancora di più.

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