Potenza, vogliono impedire il rimpatrio di 6 nigeriani: migranti in rivolta mettono a ferro e fuoco il Cpr

domenica 16 Dicembre 12:20 - di Martino Della Costa
scabbia

Potenza, migranti in rivolta. Ancora. E, ancora una volta, i disordini rischiano di finire nel sangue: sono state ore di violenza e di paura, quelle vissute questa notte nel Cpr di Palazzo San Gervasio a Potenza, dove gli immigrati ospiti de centro hanno tentato di impedire fisicamente l’esecuzione del provvedimento di rimpatrio previsto per 6 nigeriani.

Potenza, migranti in rivolta: vogliono impedire il rimpatrio di 6 nigeriani

Gli immigrati in rivolta, pronti a scagliarsi contro e ad aggredire gli agenti arrivati nel Cpr per prelevare e destinare al rimpatrio un gruppo di nigeriani, hanno appiccato addirittura un incendio all’interno della struttura dando fuoco a mobili e a qualunque cosa fosse combustibile, prelevato in almeno due degli edifici della struttura potentina, messa a ferro e fuoco in modo da creare un diversivo e da inscenare la pericolosa ribellione contro il provvedimento. e allora, in base a quanto riportato dalle forze dell’ordine e da siti locali, e rilanciato poi, tra gli altri, dal sito de Il Giornale, «cinque uomini in divisa sono stati brutalmente aggrediti e bersagliati con ogni genere di oggetto». a quel punto sono scatti i rinforzi con l’invio sul luogo, divenuto una polveriera pronta ad esplodere, di altre unità pronte a intervenire in aiuto dei colleghi in difficoltà. e sul posto si sono presentati sia uomini della polizia scientifica che vigili del fuoco incaricati di spegnere l’incendio che nel frattempo divampava pericolosamente.

Sedata la rivolta, si è passati alla drammatica conta dei danni e dei feriti…

Sedata la rivolta e riportata la situazione alla “quasi normalità”, si è potuto anche risalire ai presunti responsabili dei disordini scatenati nel centro lucano, tanto che le forze dell’ordine han no individuato almeno  una quindicina di richiedenti asilo che, nel frattempo, intuita la mala parata, sono saliti su un tetto, dal quale hanno ripreso ad attaccare gli agenti nel tentativo di impedire che questi arrivassero a individuarli e fermarli. E allora, come riporta sempre il sito del quotidiano milanese diretto da Sallusti, «fra i sovversivi, due connazionali dei sei nigeriani destinati al rimpatrio, un 23enne ed un 38enne, i principali istigatori della sommossa. Con l’accusa di violenza e resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato, la coppia di facinorosi è finita in manette». gli agenti, per fortuna feriti solo lievemente, sono quindi passati a fare la conta dei danni che in certi locali del centro ha riscontrato una vera e propria devastazione, risultato della furia violenta di alcuni degli stranieri in rivolta. Anche perché, oltre ai danni del fuoco, sembrano che siano stati allagati anche alcuni corridoi della struttura. E pensare che, dopo tutto questo, anzi precisamente a stretto giro da quanto accaduto, c’è stato anche chi ha additato le responsabilità di quanto accaduto e del rischio corso al dl sicurezza varato dal governo, erroneamente considerato la causa numero uno della rivolta e della devastazione violenta registrata la notte appena trascorsa a Potenza…

 

Commenti

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  • FAUSTO 18 Dicembre 2018

    quando si pemetterà alla polizia di ricorrere alle armi in casi del genere ? questi delinquenti debbono essere trattati per quello che sono. riconoscono solo l’autorità che sa farsi rispettare. ricordo che nella seconda guerra mondiale in Libia per sedare atteggiamenti bellicosi dei libici contro prigionieri italiani fu sufficiente un ufficiale con il frustino e quattro militari.. I facinorosi sapevano cosa sarebbe toccato loro se non avesseeero ubbidito

  • Massimo Steffanoni 17 Dicembre 2018

    Ma da quando comandano loro, le istituzioni, polizia, carabinieri ecc. dove sono e i politici?? cosa fanno

  • fabio dominicini 17 Dicembre 2018

    E’ indispensabile adottare un provvedimento drastico ed esemplare : rimpatrio immediato di tutti coloro che hanno partecipato alla sommossa !!

  • Sandy Caine 17 Dicembre 2018

    Abbatterli tutti troppo complicato. Continuiamo a fargli le carezze e ci ridurranno in schiavi. Gente che ci vuole morti e non la si può eliminare. A Noi!

  • lamberto lari 17 Dicembre 2018

    Una curiosità….ma poi i sei individui da rimpatriare sono stati rimpatriati???? Oppure sono ancora li pronti a far scattare una nuova ribellione i cui danni paghiamo sempre noi italiani, senza considerare il rischio e le lesioni che subiscono gli appartenenti alle forze dell’ordine???

  • Giuseppe Forconi 16 Dicembre 2018

    Ma lo Stato dove e’?

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