Il somalo fermato a Bari: “Mettiamo bombe in tutte le chiese italiane”

lunedì 17 Dicembre 11:09 - di Paolo Sturaro

Il gip del Tribunale di Bari ha convalidato il provvedimento di fermo – eseguito nel capoluogo pugliese lo scorso 13 dicembre – nei confronti del ventenne cittadino somalo Omar Mohsin Ibrahim (anche noto come Anas Khalil) indagato per i reati di associazione con finalità di terrorismo, istigazione e apologia del terrorismo, aggravate dall’utilizzo del mezzo informatico e telematico.  L’uomo sarebbe stato affiliato al Daesh (Stato islamico) in Somalia e in contatto con una sua cellula operativa. L’operazione è stata denominata “Yusuf”. Il giovane avrebbe aderito in modo totale all’ideologia del cosiddetto stato islamico. Il provvedimento restrittivo è stato ritenuto di somma urgenza per i riferimenti, reperiti dagli investigatori, all’elaborazione di possibili progetti di attentati contro le chiese. I luoghi di culto sarebbero stati individuati quali possibili bersagli in quanto frequentati solo da cristiani. Tra le foto trovate nell’ambito delle indagini telematiche svolte dalla Digos della Questura di Bari anche quella della città del Vaticano. Su Facebook, l’uomo ha diffuso post e foto aventi come contenuto l’esaltazione del  “martirio”. Apologia e condivisione che ha manifestato anche in occasione dell’attentato di Strasburgo. Sono poi stati raccolti elementi circa l’intenso indottrinamento operato da Ibrahim Omar su un altro straniero in corso di identificazione, al quale avrebbe impartito vere e proprie istruzioni teorico-operative sul concetto di “jihad” armato.

Le intercettazioni che lo incastrano

«Mettiamo bombe a tutte le Chiese d’Italia. La Chiesa più grande dove sta? Sta a Roma?». Sono le parole intercettate di Ibrahim Omar Mohsin. «Quando uno ha ucciso con la strada di Allah, che la gloria sia con lui, non è morto», dice sempre Ibrahim Omar Mohsin, in un’altra intercettazione durante un colloquio con un interlocutore di cui non state rese note le generalità. «Quello che uccide i cristiani, i nemici di Allah, è un nostro fratello. Se uccide i cristiani è nostro fratello…», un altro “proclama”.

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