Il solito Moscovici gela l’Italia: «Ridurre il deficit non basta». E tace sulla Francia

giovedì 13 Dicembre 10:03 - di Robert Perdicchi

Il ministro dell’Economia Giovanni Tria parte oggi per Bruxelles per guidare la delegazione tecnica che negozierà con la Commissione Ue “l’ultimo miglio” della trattativa sulla nuova legge di bilancio. La Ue sembrava aver preso bene l’annuncio arrivato ieri dal premier Giuseppe Conte al termine dell’incontro sulla manovra economica tenutosi a Bruxelles con il presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker. Dopo mesi di duri scontri con l’Europa, l’asticella del rapporto deficit/Pil è scesa al 2,04% contro il 2,4% inizialmente previsto. L’obiettivo è quello di evitare l’apertura della procedura d’infrazione mantenendo però invariate le misure inserite in manovra, in primis reddito di cittadinanza e quota 100, rispettivamente cavalli di battaglia dei partner di governo M5S e Lega. Misure che, ha garantito il presidente del Consiglio, verranno salvaguardate rispettando “gli impegni presi” con i cittadini.

Ieri sera, però, il solito commissario francese Pierre Moscovici smorza gli entusiasmi sull’accordo fra Ue e Italia in merito alla manovra. «La riduzione dal 2,4% al 2,04% del deficit proposta dall’Italia – ha detto il Commissario europeo per gli Affari economici – non è ancora sufficiente. È un passo nella giusta direzione, ma tuttavia non ci siamo ancora, ci sono altri passi da fare, forse da entrambe le parti», ha affermato Moscovici in un’audizione al Senato francese. Nulla, invece, sugli annunci del premier Macron di sforamenti oltre il 3% sulla scìa delle proteste dei gilet gialli. A Parigi, a quanto pare, è concesso tutto ciò che invece viene inibito all’Italia.

La notizia dell’apertura italiana alla Ue determina un avvio positivo per le piazze finanziarie europee in una giornata densa di appuntamenti importanti, primo fra tutti il direttivo della Bce a Francoforte nel primo pomeriggio e successiva conferenza stampa del governatore Mario Draghi. L’attesa è che venga confermata la fine degli acquisti delle attività nette nell’ambito del Qe.

Commenti

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  • Giuseppe Tolu 13 Dicembre 2018

    Il motivo è e rimarrà sempre quello, l’Italia per l’UE è la gallina dalle uova d’oro, dobbiamo pagare e star zitti. Quando si abbandonerà questa gabbia di ubriaconi sarà sempre troppo tardi.

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