Fabrizio Corona aggredito con mazze e bastoni nel “bosco della droga”

martedì 11 Dicembre 10:20 - di Paolo Sturaro

Voleva fare un servizio sul “bosco della droga di Rogoredo”, una delle principali piazze di spaccio nei dintorni di Milano. Ma se l’è vista davvero brutta. Per Fabrizio Corona è stata una notte da incubo. All’improvviso è stato aggredito insieme ad alcune persone della sua troupe. Era nel bosco con alcune telecamere nascoste quando è stato riconosciuto da chi frequenta quel posto tutte le notti. L’aggressione, riferisce Milano Today, è stata particolarmente violenta perché avvenuta anche con mazze e bastoni oltre che con pugni e calci. Il tutto è avvenuto pressapoco alle dieci e trenta di sera quando Fabrizio Corona è stato riconosciuto da alcuni frequentatori. Nel giro di pochi minuti si è diffusa la voce della sua presenza.  Lo hanno cercato non per farsi una foto con lui ma per picchiarlo e derubarlo. È immediatamente intervenuto il personale del 118 che ha soccorso la troupe sul posto medicando le ferite. Sono arrivati anche gli uomini dell’Arma sul posto per effettuare gli opportuni rilievi. L’annuncio è arrivato anche attraverso il profilo Instagram di Fabrizio Corona, che ha scritto: «Mi sono recato al Bosco di Rogoredo, patria nazionale dello spaccio italiano, dove anche la polizia si rifiuta di entrare. Mentre le uniche inchieste realizzate sono state fatte di giorno da giornalisti accompagnati da polizia di scorta a circondare la zona, Io mi sono recato lì solo con un operatore e un fonico per raccontare il parallelismo della mia tossicodipendenza e quella che colpisce l’Italia e la povera gente che vede uno stato inerme e una polizia disinteressata. Tutto questo solo per raccontare in maniera oggettiva, come ho sempre fatto, la realtà. Ora, in questo momento ringrazio Dio per aver protetto mio figlio Carlos Maria».

Poi Fabrizio Corona ha raccontato la dinamica dei fatti al Corriere della Sera: «Ero con la troupe di una società che fornisce materiale per la trasmissione Non è l’Arena di Giletti. In cima a una collina, ho trovato due persone, che si sono fatte subito avanti con fare minaccioso. Mi hanno riconosciuto, sia io che il ragazzo abbiamo rimediato dei pugni in faccia. I due hanno dato l’allarme e sono comparse dal nulla altre decine di persone, forse cinquanta, forse trenta – ha spiegato ancora l’ex re dei paparazzi -. C’erano albanesi e nordafricani, mi sono ritrovato un coltello puntato addosso, mi hanno strappato il giubbotto e il maglione, hanno continuato a inseguirmi, sono caduto in un dirupo». Illesi, invece, i membri della troupe. Corona non sarebbe grave ma secondo quanto riferito al quotidiano di via Solferino ha rischiato di morire ammazzato. I carabinieri stanno ricostruendo quanto accaduto.

Commenti

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  • Giuseppe Tolu 11 Dicembre 2018

    Qualche ora fa gli ho consigliato di ripassarci che gli avrebbero offerto i cioccolatini

  • Emergenza Coronavirus

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