Battisti, la farsa continua: il Brasile tratta con l’avvocato, lui latita. La ex: vuole fare come Assange

domenica 30 Dicembre 12:05 - di Lorenza Mariani
cesare battisti

La caccia a Cesare Battisti continua, ma del fuggiasco non c’è ancora nessuna traccia. Ancora in queste ore Bolsonaro ribadisce la sua ferma intenzione di estradarlo e fa sapere che la polizia brasiliana ha già messo in atto 32 operazioni per scovare l’ex terrorista dei Pac, condannato in Italia a quattro ergastoli, e sul cui capo pende un mandato di cattura emesso dalla Corte suprema brasiliana. E in tutto questo, nel bailamme di indiscrezioni e silenzi, tra indignazione e rabbia, il sito de Il Giornale pubblica le dichiarazioni di una ex compagna di Battisti che rivela: «Voleva fare come Julian Assange: fuggire in un’ambasciata straniera e chiedere asilo».

Cesare Battisti ancora in fuga: la caccia all’uomo prosegue, ma senza risultati

Un ingente dispiegamento di forze, quello schierato dalle autorità brasiliane per la ricerca di Battisti, a proposito del quale il ministro della Sicurezza pubblica, premettendo di non poter fornire «informazioni sul personale impegnato nelle investigazioni», assicura però che «la Polizia Federale è specializzata nella ricerca di fuggitivi internazionali. Lo stesso Battisti è già stato arrestato in altre tre occasioni. Contiamo, inoltre – spiega – sulla collaborazione di polizie straniere, oltre alla attività di cooperazione della polizia internazionale presente in Brasile, Interpol ed Europol». Infine, alla domanda del perché, dopo aver diffuso venti foto segnaletiche differenti di Battisti, non sia stata prevista una ricompensa per chi fornirà informazioni utili sul suo nascondiglio, il ministro replica: «In Brasile non esiste una procedura legale per questo tipo di ricompense. Nulla impedisce, però, che la offra l’Italia». Eppure, tra pattugliamenti e presidi, posti di blocco e perlustrazioni dei territori, l’unica novità su Battisti è quella che arriva dalle ultime rivelazioni di una sua ex compagna che ha avuto con l’ex terrorista in fuga una relazione dal 2012 al 2017 e che ha avuto anche un figlio da lui. Dichiarazioni, riferisce il giornale milanese diretto da Sallusti, rilasciate al quotidiano Folha de S. Paulo, a cui «la donna ha detto che non ha “la minima idea” di dove Battisti possa trovarsi. “Parlava di chiedere aiuto ad un’ambasciata amica, ma non so di quale Paese”. Per Luana Priscila Pereira, insegnante di 33 anni, l’ex terrorista non è l’uomo di cui si parla in Italia: “È pacifico, tranquillo, amorevole, semplice, un pezzo di pane”. Priscilla e il bambino attualmente vivono a Sao Josè de Rio Preto».

Il latitante braccato ma ancora irreperibile: la polizia brasiliana fiduciosa sulla sua cattura

allo stato dei fatti, il presidente uscente del Brasile, Michel Temer, ha decretato l’estradizione, mentre Jair Bolsonaro, da poco eletto alla carica di presidente, e che si insedierà martedì alla guida di Brasilia, ha promesso l’immediata riconsegna all’Italia. Ma di Battisti continua a non esserci nessuna traccia da nessuna parte. E tra chi dice che potrebbe trovarsi in Bolivia, chi è sicuro che non sia ancora riuscito a lasciare il Brasile, irrompe sulla scena il direttore generale della polizia federale brasiliana, Rogèrio Galloro che poche ore fa ha dichiarato: «Non so se avverrà in territorio brasiliano, ma sarà comunque catturato grazie alla cooperazione tra le forze brasiliane e quelle internazionali». Non solo: in un’intervista rilasciata e pubblicata sul Messaggero, Raul Jungmann, ministro della Sicurezza Pubblica del Brasile, rivela a sua volta: «Abbiamo provato a intavolare una trattativa con l’avvocato di Battisti per una sua costituzione alle autorità, ma il riscontro da parte del latitante è stato negativo. Non sono a conoscenza, però, di quali benefici gli possano essere stati offerti». Poi, alla domanda clou della questione, quella che cerca di indagare sull’eventualità che Battisti possa trovarsi ancora in Brasile, il ministro replica lapidario: «È probabile, ma, che sia in Brasile o all’estero, lo troveremo. È solo una questione di tempo».

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