Battisti ancora in fuga potrebbe avere le ore contate: arrivano gli agenti italiani a stanarlo

domenica 16 Dicembre 10:33 - di Lara Rastellino

Dopo la concessione dell’asilo politico all’ex terrorista italiano Cesare Battisti, la sinistra brasiliana continua a coprire la sua fuga cercando pure di ammantare col pannicello della presa di posizione politica l’appoggio e la solidarietà elargiti in generose dosi fin qui al latitante in fuga dalle condanne emesse a suo nome e dalle proprie responsabilità. Ma la beffa inferta da Battisti alla giustizia italiana e ai familiari delle sue vittime potrebbe avere le ore contate: secondo quanto riferito infatti da Globo News online in queste ore, e rilanciato dai siti sul web e dai media di casa nostra, agenti italiani sarebbero arrivati in Brasile pronti a prelevare Cesare Battisti, ancora inaccettabilmente latitante dopo il via libera all’estradizione concessa dal presidente uscente Michel Temer.

Battisti in fuga, arrivano gli agenti italiani pronti a stanarlo

E in queste ore di fughe e complicità, non si placa il dibattito sull’estradizione verso l’Italia di Cesare Battisti, autorizzata ieri dal presidente brasiliano Michel Temer, che, secondo molti risponde a un tardivo riconoscimento delle richieste dell’Italia, ma che per altri come Tarso Genro, ex ministro della Giustizia del governo di Lula da Silva, che concesse l’asilo politico all’ex terrorista italiano, risponderebbe invece solo agli esiti di «un accordo raggiunto fra due governi di estrema destra». Politica o giuridica che sia la decisione dell’esecutivo brasiliano di rispedire a casa l’ex terrorista latitante, chiude un cerchio di dubbie connivenze, coperture politiche e giustificazioni morali indebitamente concesse a un ex terrorista condannato e in fuga da sentenze e colpe da ormai troppo tempo. Una beffa quella inflitta alla giustizia, al governo italiano e ai familiari delle vittime di Cesare Battisti che dura davvero da tempo immemore e che ora, finalmente, potrebbe avere le ore contate.

Bolsonaro jr: mai più il Brasile paradiso dei criminali stranieri

Del resto, ancora poco fa, Eduardo Bolsonaro – figlio del presidente eletto Jair Bolsonaro che assumerà la carica conseguita con le elezioni dell’ottobre scorso solo a partire dal gennaio 2019, e deputato federale brasiliano – ha commentato la notizia dell’estradizione di Cesare Battisti, concessa ieri dal presidente Michel Temer, dichiarando: «Il Brasile non sarà più il paradiso per i criminali stranieri». E ancora, come riporta in queste ore il sito dell’ansa tra gli altri, Battisti «ha ucciso un poliziotto e un padre davanti al figlio, è stato condannato in Italia per 4 omicidi, è fuggito in Brasile e Lula aveva deciso che rimanesse in libertà», ha scritto in un post su Twitter Bolsonaro, aggiungendo che «ora che il Supremo Tribunale Federale ha deciso di estradarlo è diventato latitante». Una beffa che peggiora in danno e che contribuisce ad aumentare clamore e indignazione legati a quelo che lo stesso Bolsonaro ha definito come il «caso più famoso», ma in Brasile «si sono rifugiati almeno due sequestratori dal Paraguay e certamente altri banditi condannati a livello internazionale». E ora il nuovo corso intrapreso dal governo del neo-presidente eletto comincia a dire basta: finalmente.

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