Vialli rivela: «Ho avuto il cancro. Ora sto bene, ma non so come finirà»

lunedì 26 novembre 15:50 - di Viola Longo

«Vorrei che qualcuno mi guardasse e mi dicesse: “È anche per merito tuo se non ho mollato”». Nel suo secondo libro, Goals. 98 storie + 1 per affrontare le sfide più difficili (Mondadori), Gianluca Vialli rivela di aver avuto un cancro. Una notizia inedita finché non ne ha parlato in chiusura di una lunga intervista di presentazione del volume, che sarà nelle librerie da martedì. «È passato un anno e sono tornato ad avere un fisico bestiale. Ma non ho ancora la certezza di come finirà la partita. Spero che la mia storia possa servire a ispirare le persone che si trovano all’incrocio determinante della vita», ha spiegato l’ex calciatore, che ha affrontato un’operazione, otto mesi di chemioterapia e sei settimane di radioterapia.

Proprio la malattia è stata la molla che ha spinto Vialli a scrivere il libro: «Ho iniziato a farlo per aiutare le persone a trovare la strada giusta», ha spiegato l’ex calciatore al Corriere della Sera, chiarendo di aver raccolto nel volume «alcune frasi motivazionali, alcuni mantra, intervallandoli con storie di grandi sportivi, che aiutano a capire. Perché – ha sottolineato – le citazioni non funzionano, se non sei tu che funzioni». Così nasce la 99esima storia, quella in cui Vialli racconta la malattia, di cui nessuno fuori dalla sua sfera privata aveva avuto notizia. «Ne avrei fatto volentieri a meno. Ma non è stato possibile. E allora l’ho considerata semplicemente una fase della mia vita che andava vissuta con coraggio e dalla quale imparare qualcosa. Sapevo che era duro e difficile doverlo dire agli altri, alla mia famiglia», ha raccontato Vialli, aggiungendo che «non vorresti mai far soffrire le persone che ti vogliono bene: i miei genitori, i miei fratelli e mia sorella, mia moglie Cathryn, le nostre bambine Olivia e Sofia. E ti prende come un senso di vergogna, come se quel che ti è successo fosse colpa tua». «Giravo con un maglione sotto la camicia, perché gli altri non si accorgessero di nulla, per essere ancora il Vialli che conoscevano. Poi ho deciso di raccontare la mia storia e metterla nel libro», ha confessato Vialli che, dopo essere stato calciatore e allenatore, ha intrapreso una carriera da commentatore sportivo.

Oggi Vialli sta «bene, anzi molto bene», anche se non sa «come finirà la partita». «Spero che il mio sia un libro da tenere sul comodino, di cui leggere una o due storie prima di addormentarsi o al mattino appena svegli», ha spiegato ancora l’ex calciatore, aggiungendo che «un’altra frase chiave, di quelle che durante la cura mi appuntavo sui post-it gialli appesi al muro, è questa: “Noi siamo il prodotto dei nostri pensieri”. L’importante non è vincere; è pensare in modo vincente». «La vita è fatta per il 10 per cento di quel che ci succede, e per il 90 per cento di come lo affrontiamo. Spero che la mia storia – ha concluso Vialli – possa aiutare altri ad affrontare nel modo giusto quel che accade».

 

 

 

 

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