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Inceneritori, Rampelli: «Le posizioni di Salvini sono antistoriche»

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Ci sono 5 commenti

  1. Guido955 ha detto:

    Cerchiamo di fare un poco di luce sull’argomento. Capiamo subito di cosa si parla, inceneritori o termovalorizzatori? I primi bruciano e inquinano, i secondi bruciano solo quanto non è riciclabile, quindi alla base esiste da subito una raccolta differenziata. Quanto non è quindi riciclabile finisce poi nei termovalorizzatori che producono energia e se delle ultime generazioni non inquinano. Non lo dice il primo sprovveduto che passa ma è da tempo analisi da tenere in debita considerazione prima di lanciarsi in affermazioni che lascerei volentieri a 5S et similia. Poi se vogliamo lasciare tutto così e lamentarsi al primo incendio doloso, quello sì con emissioni nocive, beh allora basta dirlo.

  2. Giustopeppe ha detto:

    Il fatto è che i rifiuti continuano a bruciare senza inceneritori un po’ dappertutto, anche in discariche autorizzate. Si parla da anni di riciclo, ma in Italia si preferisce mandarli all’estero, pagando, e per poi farli rientrare, ripagando, sotto forma di energia ed altro. Allora, quando iniziamo a fare questo benedetto riciclo in Italia?

  3. Angela ha detto:

    Purché si faccia qualcosa!sono anni che tutti parlano e di concreto nessuno fa niente,almeno Salvini ha cercato di dare una soluzione,anche se non condivisibile al cento per cento al problema…la verità è che noi italiani abbiamo sempre avuto a che fare con politici menefreghisti che hanno solo chiacchierato e mai agito…certe volte penso :”Ma che ha fatto di male questa bella Nazione per essere lasciata abbandonata a se stessa per anni e anni?”…adesso è l’ora di AGIRE e di fare le cose che si devono fare senza indugiare o perdersi nel chiacchiericcio inutile e deleterio per il Paese.

  4. Luciano Vignati ha detto:

    Caro Rampelli, mi dispiace contraddirla, anche lei da buon meridionale è al solito disinformato e ignorante in materia. Nei termo valorizzatori della Lombardia finiscono solo i rifiuti della raccolta indifferenziata fatta con sacchetti aventi un chip elettronico che identifica un determinato utente. Tutto il resto (carta, plastica, metalli, medicinali scaduti, lampadine, piccoli e grandi elettrodomestici e perfino il verde dei giardini e le macerie edili vengono ritirate o conferite alle piattaforme ecologiche appositamente attrezzate” Tutto quanto descritto avviene nella mia cittadina a nord di Milano così come centinaia di altri centri. L’anno scorso per la mia città, l’agenzia regionale per i rifiuti, ha certificato una raccolta differenziata pari al 85%. Come vede non occorre andare a San Francisco. Basta essere dei cittadini civili e non come a Roma o a Napoli che buttano di tutto in strada e la differenziata non sanno neanche cosa è. Anche a lei come a Di Maio dico che la cippa con i rifiuti centra.

  5. Andrea ha detto:

    Conciso e chiaro.L’onorevole Rampelli ha colto nel segno senza paroloni o parolacce.I due vicepremier dovrebbero ogni tanto,non sempre,ma ogni tanto dare ascolto a chi ha studiato un ‘pochino’più di loro e che soprattutto ha più esperienza lavorativa considerato il fatto che nessuno dei nostri due baldi giovani ha mai lavorato in vita sua.Umiltà e modestia sono rare qualità e quando ci si atteggia a supereroi si finisce sempre col fare una meschina figura.FDI ha al suo interno uomini e donne col sale in zucca e con tanta voglia di fare,mi auguro perciò che ben presto possa entrare a far parte di questo governo poco stabile e con parecchie idee confuse,se non altro per portare un po’ d’ordine e chiarezza in attesa di un esecutivo che rappresenti di nuovo l’intero popolo del Centro Destra.

16 Novembre 2018 - AGGIORNATO 17 Novembre 2018 alle 12:17