I ribelli M5S non la passeranno liscia dopo lo “schiaffo”: sospesi o espulsi

mercoledì 14 novembre 11:28 - di Giorgio Sigona

I ribelli M5S finiscono nei guai. «È un fatto gravissimo che due senatori del Movimento, uno si sia astenuto e un altro abbia votato con Forza Italia. Non è un caso isolato, da settimane arrivano segnali di dissenso». Non ha usato mezzi termini Luigi Di Maio parlando con i cronisti dopo il Cdm del caso del voto al Senato sul condono a Ischia. Nel mirino, in particolare, i “ribelli” Gregorio De Falco e Paola Nugnes che nell’ottica del capo politico pentastellato «hanno firmato degli impegni con il M5S e devono portare avanti il contratto di governo». E nulla resterà impunito, a quanto pare, per i dissidenti che, assicura Di Maio, «sono già sotto procedura dei probiviri». Ma cosa rischiano esattamente?
Stando a quanto riferito all’Adnkronos dai vertici del M5S, i senatori finiranno subito fuori dal gruppo a Palazzo Madama. Sarà infatti il capogruppo Stefano Patuanelli a commutare la sanzione ai due ribelli, accusati di aver mandato sotto il governo sul dl Genova. Per Nugnes si profila la sospensione, per De Falco l’espulsione dal Movimento. Ma entrambe le sanzioni comporterebbero l’immediata l’uscita dal gruppo al Senato, con probabile passaggio al misto. Solo in un secondo momento arriveranno le sanzioni decise dal collegio dei probiviri, che riguarderanno non solo Nugnes e De Falco ma anche, stavolta per il “dossier dl Sicurezza”, Elena Fattori, Matteo Mantero e Virginia La Mura.
«Conseguenze? Chiedetelo agli amici del M5S». Commenta così il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, intervenendo ai microfoni di Radio Anch’io, su Radio Rai 1, dicendosi tuttavia fiducioso che sul dl Genova «porremo rimedio in Parlamento». «Certo che se una ha avuto casa distrutta e attendeva anni una autorizzazione di concessione edilizia, un diritto ce l’ha. Detto questo – aggiunge – in Italia s’è costruito troppo e male, c’è troppo abusivismo», ha aggiunto.

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