«Non si azzardino a venire al funerale di Desirée»: i residenti contro i centri sociali

sabato 27 ottobre 13:19 - di Angelica Orlandi

Sgomenti e furiosi più che mai. A una settimana dopo la morte di Desirée Mariottini, i residenti del quartiere romano di San Lorenzo attaccano i centri sociali del quartiere. Da una parte gli antagonisti che non vogliono che le forze dell’ordine mettano il becco nella loro enclave, quelli che gridano “sciacallo” a Salvini;  dall’altra i residenti che stanno organizzando delle ronde per liberare la zona dai pusher, coloro che tentano di tenere desta l’attenzion su un degrado disumano e non più tollerabile .

Gli antagonisti dei centri sociali si ostinano a dire che “l’immigrazione non c’entra”, nonostante le belve che in questo momento sono sotto interrogatorio siano tutti migranti. I senegalesi Mamadou Gara e Brian Minteh, il nigeriano Chima Alinno e il ghanese Yusif Salia. Per questo i residenti di San Lorenzo non si danno pace. Ripetono al Giornale: «Siamo venuti a vedere cosa fanno, ma noi con questi non ci mischiamo». Non si tratta di ronde, precisano i residenti, che però non intendono starsene con le mani in mano, ma almeno intendono vigilare su una situazione che ha oltrepassato il livello di guardia. «Scenderemo più spesso in strada e se troveremo qualcosa che non va avviseremo la polizia o, nel peggiore dei casi, interverremo di persona», dice al quotidiano un uomo, un padre di famiglia, che ha una figlia della stessa età di Desirée. «Certo che sono preoccupato per lei qui è diventata terra di nessuno, tra spaccio e risse che sono all’ordine del giorno. Nascondono la droga nelle nostre macchine, tra le ruote e i paraurti, conoscono i nostri orari ormai, per quello stanno tranquilli», racconta una madre di famiglia.

«Collettivi e femministe, non vi presentate»

E per i residenti a speculare sulla tragedia di Desirée non sarebbe il ministro dell’Interno, ma i centri sociali. E da parte dei familiari di Desirée ci sarebbero delle  direttive precise “Collettivi e femministe farebbero bene a non presentarsi al funerale di Desirée sarebbe l’ennesima gaffe, e la famiglia non la prenderebbe bene, già molto arrabbiata».

Commenti

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  • Tullio 27 ottobre 2018

    Gli faccio fare la stessa fine a questi luridi centri sociali che vadano al funerale ma possono andare al cimiteto senza passare dall ospedale

  • Caesar 27 ottobre 2018

    Che cosa ci si poteva aspettare dai centri sociali, vanno a braccietto con clandestini e spacciatori che li riforniscono di droga.
    I centri sociali sono da smantellare, essendo centri di illegalità e covo di gente violenta.
    Hanno goduto finora di troppa impunità, sviando l’attenzione sul pericolo ritorno di un fantomatico fascismo. Perseguitando innocue manifestazioni di destra come criminali, solo magari per un saluto mentre ai delinquenti dei centri sociali si faceva passare tutto.
    Via i centri sociali, è tempo di riconquistare e ripulire il paese.

  • Claudia 27 ottobre 2018

    Spero sia una notizia vera, spero vivamente che non vogliano questa gente a strumentalizzare i funerali di questa povera ragazza. Spero che tutti pensino a come è morta, alla sofferenza che ha provato aveva solo 15 anni, solo 15 anni. E qualcuno dice di reagire con l’amore! Non l’ho mai detto ma stavolta lo dico a queste persone auguro di essere colpite dalla stessa sofferenza

    • Caesar 27 ottobre 2018

      I centri sociali sono pieni di clienti spacciatori che sono per la maggior parte immigrati, questo spiega ogni loro azione. Penso che purtroppo a loro interessi poco di questa povera ragazza uccisa.

  • sleipnir 27 ottobre 2018

    la cosa che lascia sgomenti,e’che tutti sanno e sapevano dei traffici illeciti e di chi frequentava…ma io mi chiedo da chi siamo difesi e tutelati? questa gente fa il c**** che ne a voglia perche’ poi comunque nessuno fa niente a loro…ITALIA PAESE DEI BALOCCHI DOVE TUTTI (soprattutto extracomunitari) gioiscono del fatto che non le verra’ fatto niente.

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