Conte guida imprenditori da Putin: cambierà la politica estera italiana?

lunedì 22 ottobre 18:05 - di

Il “governo del cambiamento” cambierà la politica estera italiana? Pare di sì: rapporti economici in primo piano, con la firma di una quindicina di accordi, e poi le questioni internazionali, Libia in testa, e Siria, Iran, Ucraina. Sono questi i temi su cui è stata costruita l’agenda della visita a Mosca del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che mercoledì ha in programma un incontro con il premier Dmitry Medvedev e sarà poi ricevuto al Cremlino, intorno all’ora di pranzo, dal presidente russo Vladimir Putin. Con lui ci saranno i capi delle principali aziende italiane, dall’Eni all’Enel, da Barilla alle Generali, per discutere di nuovi investimenti in Russia. L’incontro con Putin “sarà un’occasione di rilancio dei rapporti economico-commerciali”, ha detto il premier, anticipando la firma di una serie di accordi in una conferenza stampa oggi alla Stampa estera. Dove ha ribadito l’auspicio, espresso già al G7 in Canada lo scorso giugno, al suo esordio sulla scena internazionale, che si torni presto a un G8 con la Russia, in modo da “poter affrontare e risolvere i problemi che attualmente stentiamo a risolvere perché non siamo tutti attorno al tavolo”. “Sulle sanzioni – ha insistito Conte – la nostra posizione è chiara, non sono un fine ma un mezzo, sono collegate agli accordi di Minsk ma non è con le sanzioni che si risolvono i problemi”. “Come governo italiano pensiamo che le sanzioni debbano essere uno strumento ma mai un fine”, ha fatto eco il ministro degli Esteri Enzo Moavero, parlando al Transatlantic Forum on Russia al Centro per gli studi americani, e sottolineando la necessità di “evitare, poi, che l’impatto delle sanzioni ricada sulla società civile: per questo, in sede di Ue, stiamo discutendo trattamenti da riservare alle piccole e medie imprese russe”. Il riferimento è al lavoro, che ci si aspetta sarà valorizzato negli incontri di mercoledì, che l’Italia sta facendo a Bruxelles sulla proposta di una ripresa dei finanziamenti alle pmi russe da parte della Bei e della Bers, garantendo crediti all’esportazione attraverso i quali verrebbero indirettamente aiutate anche le nostre aziende. La Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo ha deciso di sospendere quei finanziamenti dopo le sanzioni, ma in realtà si tratterebbe di una decisione revocabile, dal momento che le misure restrittive decise da Ue e Stati Uniti non prevedono di colpire le piccole e medie imprese.

L’impegno di Conte contro le sanzioni

La visita di Conte, la sua prima in Russia, è la terza di un esponente del governo italiano in meno di 20 giorni: l’8 ottobre era stato a Mosca il ministro degli Esteri per una missione in gran parte incentrata sul dossier libico, con l’invito a Putin ed al ministro degli Esteri Sergei Lavrov a partecipare alla conferenza di Palermo per la Libia in programma il 12 e 13 novembre prossimi. Quindi, la settimana scorsa, il vice premier e ministro degli Interni Matteo Salvini era stato ospite a Mosca dell’Assemblea di Confindustria Russia, che riunisce le imprese italiane di manifattura e servizi che operano nel Paese. Un evento dominato dal tema delle sanzioni europee e dalla necessità di rivederle, pur avendo Salvini in quell’occasione chiarito che l’Italia non ha intenzione di mettere il veto al rinnovo delle misure restrittive, che hanno una scadenza semestrale. Un rinnovo che non è automatico e che viene ogni volta preceduto da una discussione politica in seno al Comitato dei rappresentanti permanenti all’Ue (Coreper). In ogni caso, i dati sull’interscambio commerciale tra Italia e Russia nel periodo gennaio-giugno 2018 segnalano una ripresa: nei primi sei mesi dell’anno in corso è stato registrato un volume di scambi pari a 10,536 miliardi, in aumento rispetto ai 10,271 miliardi dello stesso periodo del 2017, ma ancora ben sotto i livelli del 2013, quando l’interscambio superava i 26 miliardi di euro. A incidere, però, sul crollo non solo le sanzioni, ma anche la recessione dovuta al calo del prezzo del petrolio ed alla svalutazione del rublo. L’Italia si conferma comunque secondo partner commerciale della Russia fra i Paesi Ue, dopo la Germania.

Commenti

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  • 23 ottobre 2018

    Si spera anche un viaggio in Cina per il futuro, come scrivo sempre la Cina e la seconda potenza finanziaria del mondo…la USA deve ripagare più di 3 trilioni di presti bancari…non è una nazione da dimenticare…molte nazioni hanno investito in Cina, Germania, Svezia, USA, Francia, e si anche Belgio

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