Castel Volturno, nigeriana costrinse una donna ad abortire al 5° mese

sabato 29 settembre 12:04 - di Alberto Consoli

Una donna nigeriana di 49 anni, Mercy Ovbiolokun, è stata arrestata a Castel Volturno (Caserta) dalla Squadra Mobile di Bari, insieme a quella di Caserta: la donna, con precedenti in materia di stupefacenti, è stata arrestata per riduzione in schiavitù finalizzata allo sfruttamento sessuale e all’accattonaggio, tratta di esseri umani con l’aggravante del grave pericolo per la vita e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, reati aggravati dalla transnazionalità e  dall’interruzione di gravidanza non consensuale, il tutto ai danni di una sua giovane connazionale.

Le indagini della Squadra Mobile coordinate dalla Dda di Bari, sono state avviate a novembre dello scorso anno, quando i sanitari della clinica Mater Dei Hospital segnalavano l’arrivo presso quel pronto soccorso di una giovane donna, vittima di aborto clandestino procurato attraverso l’assunzione di pillole abortive, il cui stato di gravidanza era compatibile con il quinto mese di gestazione; la donna, a seguito dell’interruzione clandestina, era giunta in ospedale con una forte emorragia che le aveva causato anche un grave stato di anemia acuta.

L’intervento del personale della sezione Criminalità Straniera e Prostituzione della Squadra Mobile aveva consentito di individuare fin da subito l’abitazione dove era stata rinchiusa la ragazza e di sequestrare numerosi  indumenti ancora intrisi di sangue. L’ascolto di numerosi testimoni, le attività tecniche e soprattutto le dichiarazioni della vittima hanno consentito di ricostruire l’intera vicenda dai contorni raccapriccianti. La donna, originaria di Benin City, dove viveva in precarie condizioni economiche, venne convinta a trasferirsi in Italia da una sua connazionale che avrebbe finanziato il viaggio, con la cifra di 28.000 euro che la stessa avrebbe dovuto successivamente restituire una volta giunta in Italia.

Partita dal suo paese, venne dapprima trattenuta in Libia, all’interno di un campo con altri migranti, e successivamente imbarcata su un peschereccio assieme ad altre 130  persone. Durante la navigazione verso l’Italia, a seguito del naufragio del natante, due donne persero la vita mentre lei, dopo l’intervento dei soccorritori, venne trasferita presso il centro di accoglienza di Lecce. Prelevata da un suo connazionale, venne accompagnata a Bari e data in consegna alla donna arrestata che, una volta appreso del suo avanzato stato di gravidanza, la costrinse ad assumere alcuni farmaci abortivi che le provocarono la forte emorragia. A seguito della richiesta di soccorsi fatta da un’altra cittadina nigeriana, M.O. si allontanò facendo perdere le proprie tracce, fino alla mattinata odierna quando è stata rintracciata in provincia di Caserta.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • GMC 29 settembre 2018

    E la boldrini che dice? Sono risorse che sbagliano? PD e LEU SONO MORALMENTE E POLITICAMENTE RESPONSABILI DI QUESTE SITUAZIONI!!!

  • In evidenza

    contatore di accessi