L’autista: «Il ponte Morandi crollato davanti a me, ho visto le auto precipitare»

martedì 14 agosto 18:54 - di Paolo Lami

Luigi ha visto davvero la morte in faccia sul Ponte Morandi. Il suo camion è ancora lì, sulla punta estrema del precipizio. Lui si è salvato per miracolo, neanche sa dire come. Ora si è chiuso in casa. E’ sotto choc. Trentasette anni, sposato, due figli, è lui l’autista, italiano, residente a Genova, che guidava l’autocarro della Basko, supermercati genovesi, rimasto pericolosamente in bilico sul Ponte Morandi e che è riuscito miracolosamente a salvarsi frenando all’ultimo secondo mentre le auto e i mezzi pesanti che lo precedevano precipitavano davanti a lui per settanta metri assieme a pezzi in calcestruzzo, solette e pilastri, migliaia di tonnellate di cemento, del viadotto nell’invaso del torrente Polcevera che attraversa Genova Sampierdarena.
L’uomo, sotto choc, si è ora chiuso in casa, assieme ai suoi familiari nella sua abitazione di Genova. Ma ha raccontato ai suoi datori di lavoro, i proprietari del gruppo Damonte, l’azienda di trasporti per la quale lavora presso la Basko supermercati, come sono andate le cose.

Luigi, pur fra mille comprensibili difficoltà per aver vissuto in presa diretta la tragedia ed essere scampato alla morte, ha ripercorso il film della tragedia vista dal suo posto di guida, quando davanti ai suoi occhi, in una giornata che sembrava uguale a tante altre, improvvisamente si è aperto l’inferno.
E’ da un anno che lavora per la Damonte ma ha una lunga esperienza come autista avendo lavorato in precedenza per altre aziende del settore, sempre con lo stesso incarico.

Ecco cosa ha raccontato al suo datore di lavoro, Annalisa Damonte: «l’autostrada era trafficata e, dunque, il flusso veicolare era molto rallentato sotto la velocità consentita, in quel tratto, perché c’era molto traffico. Fortunatamente tenevo la distanza di sicurezza».
A bordo del suo mezzo, un Volvo cassonato frigorifero verde con il logo della Basko e che tuttora si trova sulla punta estrema del viadotto crollato con il motore acceso, a pochi metri dall’abisso, stava tornando verso la Damonte dopo aver scaricato la merce presso uno dei supermercati genovesi Basko. Aveva terminato le consegne e stava appunto tornando in ditta scarico.
Improvvisamente, inattesa, la tragedia.
«Ho visto un’auto che mi ha superato a sinistra, avevo un’altra auto davanti. Ho visto le auto che mi precedevano precipitare di sotto. Ho inchiodato, ho messo la retromarcia, ho fatto un metro indietro quando ho visto quel che è successo». Una cosa talmente terribile che Luigi fatica a raccontarla. I titolari della Damonte non insistono. Luigi fisicamente sta bene ma è psicologicamente molto provato, sotto choc.
«L’autostrada era trafficata – spiegano dalla Damonte – lui ha visto andare giù altri mezzi».
Luigi arresta il suo Volvo cassonato e salta giù dal mezzo. Torna indietro a piedi correndo sotto la pioggia battente lungo la carreggiata appena percorsa, corre verso la galleria dalla quale era appena uscito e si mette in salvo. Mentre altre auto frenano per non finire giù dal Ponte Morandi.
Luigi ora è a disposizione degli inquirenti, fanno sapere dalla Damonte. Ma per ora è chiuso in casa, non vuole ricordare quel momento terribile. E la sensazione della morte che lo sfiora.

 

Commenti

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  • Marica 16 agosto 2018

    E che dire di quei politici ottusi che hanno sempre bocciato il progetto della Gronda, che avrebbe alleggerito il traffico sul ponte Morandi? Non vedevano le file interminabili di mezzi pesanti praticamente fermi da Sestri Ponente fino all’ingr Del porto? Ciechi, ottusi e pieni di stupidi preconcetti.

  • Angela 16 agosto 2018

    Davvero doloroso leggere questo articolo.Condoglianze alle famiglie di quelle povere persone precipitate giù dal ponte.Speriamo che la giustizia faccia il suo corso.

    • gigia 16 agosto 2018

      …..scusa e allora che DIRE DI CHI E’ STATO AL GOVERNO FINO A IERI e HA RINNOVATO I CONTRATTI A QUESTI DELINQUENTI CHE PENSANO SOLO AI LORO PROFITTI E NON ALLA MANUTENZIONE????????????????????????? RISPONDI PREGO!!!!!

  • Giovanni Vuolo 16 agosto 2018

    IL DISASTRO DI GENOVA DEVE FAR RIFLETTERE PROFONDAMENTE. NON MI MERAVIGLIO CHE I GRILLINI SI AGITASSERO CONTRO LA “GRONDA”, VISTO CHE SONO NATI COME ASSOCIAZIONE DEMOLITRICE DI TUTTO, A PRESCINDERE, SALVO POI OMOLOGARSI ALLE ANTICHE LOGICHE DI GESTIONE, NON APPENA GIUNTI AL POTERE. CERTO E’ PERO’ CHE IN ITALIA E’ SEMPRE DIFFICILE OPERARE UNA DISTINZIONE TRA LE OPERE DAVVERO IRRINUNCIABILI, E QUELLE FATTE PASSARE PER TALI MA IN REALTA’ RISPONDENTI SOLO AGLI SMISURATI INTERESSI DI POCHI PERSONAGGI. FA BENE SALVINI A VOLER REVOCARE LA CONCESSIONE AD AUTOSTRADE SPA: NON SI CAPISCE INFATTI PER QUALE MOTIVO TALE ISTITUTO NON DEBBA ESSERE UNA STRUTTURA PUBBLICA, INVECE CHE UN ORGANISMO PRIVATISTICO, CON GUADAGNI FACILI ED ILLIMITATI, CHE PESANO SULLE TASCHE DEGLI ITALIANI COME MACIGNI, VISTA L’ALTISSIMA NCIDENZA DEL PEDAGGIO AUTOSTRADALE. PERCHE’ MAI GLI ITALIANI DEBBONO PAGARE TARIFFE SALATISSIME, QUANDO POI QUESTE VANNO AD APPANNAGGIO DI SOCIETA’ PRIVATE, E NON SI TRADUCONO IN ALCUN MODO IN VANTAGGI PER LA COLLETTIVITA’? BASTEREBBE CONTENERE LE TARIFFE, STABILENDO CHE IL GESTORE NON DEBBA PRODURRE ATTIVI, E CASOMAI REINVESTIRE I LIMITATI GUADAGNI NELLA SICUREZZA. QUEST’ULTIMA INVECE, VIENE AFFIDATA AD AUTOVELOX E TUTOR, CHE ORMAI COSTITUISCONO SOLO UN ALTRO STRUMENTO VESSATORIO, COME SE NON BASTASSERO GIA’ I SALASSI AUTOSTRADALI. OLTRETUTTO NON SI CAPISCE IL MOTIVO PER IL QUALE, A DISPETTO DELLE NORME, MOLTI AUTOVELOX E TUTOR RICHIEDONO VELOCITA’ SEMPRE PIU’ RIDOTTE. SE NON SI E’ IN GRADO DI ASSICURARE ALL’UTENZA LE VELOCITA’ CHE GLI AUTENTI HANNO IL SACROSANTO DIRITTO DI SOSTENERE NEI TRATTI AUTOSTRADALI,PAGATI A CARISSIMO PREZZO, E NON VI SONO CASI ECCEZIONALI E CONTINGENTI (LAVORI IN CORSO), ALLORA VUOL DIRE CHE SIAMO NELLE MANI DI INCAPACI.

    • Enrico Pelilli 16 agosto 2018

      Sottoscritto al 100%

  • Giovanni Marchetta 16 agosto 2018

    L’assurdo di tutti questi crolli di ponti, viadotti ecc.è che nel XXI secolo stanno crollando tutti, evidentemente non sono stati costruiti a regola d’arte, qualcuno ci mangiava sopra. Se ci facciamo caso, però, le costruzioni fatte dai romani, dagli egizi e da quei popoli che hanno fatto opere imponenti, sono lì a sfidare i secoli, ancora in piedi come quando sono stati costruiti. I casi sono due. Allora non c’era la tecnologia di oggi, però le opere ci sono e non lo possiamo negare, oggi, con la tecnologia le opere crollano. Di chi è la colpa? Di tutto il magna magna che ruota attorno alle grandi opere a discapito della sicurezza e della stabilità dell’opera stessa

  • Fabio 16 agosto 2018

    Una volta (un po’ di tempo fa) un certo signore che si chiama Fiorello fece per autostrade italiane una pubblicità continua su isoradio che il segnale 103.3 si prendeva benissimo nelle gallerie o sottopassi italiani e poverino non sapeva che già da 15 anni nei paesi dell’est , era normale sentire il segnale radio e telefonico sotto km e km di gallerie e , questo per far capire che noi crediamo sempre agli elefanti che volano senza mai l’esperienza del contraddittorio !!!

  • Fabio 16 agosto 2018

    Chiedo gentilmente di divulgare questo mio pensiero perché ritengo giusto da far sapere , la gente deve capire . Comincio : giro molto in Europa per lavoro ma giro con la mia macchina (ho paura dell’aereo) è proprio per questo motivo ho una visione che ritengo giusta (ecco perché prima ho usato questo termine) giro molto nei paesi dell’est e posso garantirvi che esiste una educazione alla guida che non si può spiegare , chi viaggia da quello che sto per dire , ecco provate nel fare un viaggio dall’italia Fino in Romania passando per la Slovenia , Croazia , Ungheria ed infine la Romania , a parte l’educazione dovuta molto ad un controllo efficace della polizia ogni 10 Km , radar e sensori per il controllo della velocità ma la cosa che mi sorprende ogni volta è che in ogni galleria la radio e non 103.3 (Isoradio) come da noi si possa prendere il segnale senza nessun problema è per ultimo , il segnale del telefono che sta a 5 tacche (massimo) dappertutto , ecco fare questo paragone semplice con l’italia e questa è la chicca , per favore parliamo dei costi autostradali , c’è un bollino da pagare 7/10 euro Max a settimana quale somma da pagare , capite la differenza ? Da noi quanto si paga ? Dove vanno a finire questa montagna di soldi in italia dei pedaggi ? Questo devono dire i signori ministri , ok ?

  • Fabio 16 agosto 2018

    Ha ragione Piero , adesso vi racconto a parte (secondo me) perche’ l’italia Non si riprenderà mai

  • Sandy Caine 16 agosto 2018

    Onore ai morti e che la giustizia non faccia come con la torre dei piloti di rimorchiatore…….spero.

  • Giusepoe 16 agosto 2018

    Nel leggere questo articolo mi sono commosso pensando anche a chi e’ morto ……siamo in Italia e noi possiamo recriminare quello che vogliamo ma i colpevoli di questa strage non verranno puniti

  • sergi 15 agosto 2018

    Un racconto terribilmente soffocante da film, a sangue freddo questo ragazzo bravissimo miracolato, si è fermato in tempo. a sfiorato la morte. Mi dispiace per tutti quelli che sono precipitati poveri in maniera terribilmente nel vuoto.

  • 15 agosto 2018

    I Romani erano meglio ingegneri che oggi..mi dispiace molto per le persone di questa tragedia e le loro famiglie!!

  • PIERO 14 agosto 2018

    CHE STRANO GOLDEN GATE 1883 E BROKLIN 1936 SONO ANCORA LA’ FORSE PERCHE LA DC E PD NON PASSAVANO DI LA, CHE HANNO IL POTERE DI TRAVOLGERE IL CEMENTO IN SABBIA E RIMPIRE LE BANCHE DI LORO SOLDI, L’ITALIA NON ESISTE PIU NON VE NE SIETE ACCORTI??

  • Ferruccio Silvano Bravi 14 agosto 2018

    E i calunniatori democratici a sostegno d’un regime inetto e ladresco, hanno la spudoratezza di negare la capacità e la moralità del precedente regime le cui opere salde e decorose sfidano i secoli.

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