Genova, parla l’esperto: «Il ponte caduto per un difetto di progettazione»

giovedì 16 Agosto 8:36 - di

Il ponte Morandi si è letteralmente sbriciolato. Si cerca di capire perché. «Un’ipotesi plausibile, visto il filmato della caduta del ponte, è che si sia persa la campata centrale», dice all’Adnkronos Giuseppe Mancini, in pensione da pochi mesi, già Ordinario di Tecnica delle Costruzioni presso la Facoltà di Ingegneria del Politecnico di Torino, in teoria e progetto dei ponti. «Che la campata centrale, appoggiata da un lato sulla pila 9 e dall’altro sulla pila rimasta in piedi, abbia perso l’appoggio sulla pila 9 e quindi sia andata giù eccitando dinamicamente la pila. La pila -dice Mancini- non era progettata per questa condizione estrema e quindi si è rotta».
Ma cosa può aver indotto la perdita di appoggio? «La vibrazione indotta dalla combinazione di vento e pioggia, che si manifesta quando c’è pioggia intensa e vento anche non troppo elevato -spiega il professore- Perché l’acqua che cade forma una specie di torrente che si stacca e va a terra; quando si stacca la massa cambia repentinamente e lo strallo oscilla. Queste oscillazioni possono essere aumentate dal vento. Ciò può aver comportato una variazione di geometria; si muoveva la zona di appoggio delle travi, è uscita dall’appoggio ed è caduta da un lato». Se questo fosse il motivo, si tratterebbe, secondo Mancini, di un difetto di progettazione «perché a quell’epoca nessuno sapeva cosa fosse il fenomeno, scoperto nel ponte di Rotterdam solo successivamente». E sul fatto che si potesse scoprire il problema, il professore non ha dubbi: «Su un ponte con stralli in calcestruzzo non era possibile vederlo, se fosse stato con stralli in acciaio sarebbe stato diverso, perché sono molto numerosi ed a breve distanza», conclude.

Commenti

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  • Mario Bonato 5 Ottobre 2018

    Errore di progettazione determinato da esibizionismo dell’architetto esaltato……
    Il cemento resiste a compressione e non a trazione….
    Il ferro e corrotto per mancanza di protezione catodica con zincatura,e/o corrente impressa come in qualsiasi ponte strallato!
    Le vibrazioni indotte dal l’assaggio di carichi variabili,creano fessurazioni del cemento lasciando passare acqua anche solo umidità
    Il distacco mette a nudo il ferro arrugginito ,ruggine che determina ed esalta le crepe del cemento
    Pertanto una anche piccola variazione dell’equilibrio delle forze in gioco(tiranti,stralli,piloni,traverse ,etc.)determina il collasso di una parte per rendere autonome e stabili le porzioni di estremità
    I controlli necessari dovevano essere affidati a persone competenti di cultura provata e specifica e non ad un qualunque…..imbianchino!

  • wiliamlaquila 17 Settembre 2018

    Il ponte e’ caduto per diversi motivi tra cui l’assenza del controllo della perdita di efficienza degli stralli.
    Secondo la normativa non appena si supera la rottura del 2% dei fili degli stralli bisogna subito intervenire per la rapida sostituzione degli stralli. Se pensate che in questi giorni pare che gia’ dal 2015 era stata accertata una perdita del 20% , potete immaginare a che livello demenziale erano gli addetti ai controlli.

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