L’iraniano accoltellatore di Lubecca fa scena muta davanti ai giudici

sabato 21 luglio 17:15 - di Giovanni Trotta

Resta in custodia cautelare l’iraniano che ieri ha aggredito armato di coltello i passeggeri di un autobus di linea a Lubecca, nel nord della Germania. Lo ha deciso un giudice della città tedesca che ha emesso un mandato su richiesta del pubblico ministero con l’accusa di tentato omicidio. Il sospetto di 34 anni, che è nato in Iran ma ha cittadinanza tedesca e vive a Lubecca, è anche accusato di tentato incendio doloso, danni fisici e lesioni personali, ha reso noto la polizia e l’ufficio del pubblico ministero. L’uomo nel corso dell’udienza di questa mattina è rimasto in silenzio sul motivo che lo ha spinto all’attacco, in cui 10 persone sono rimaste ferite, tre in modo grave. Non c’è alcuna indicazione che il sospetto fosse radicalizzato e un motivo terroristico è improbabile, hanno detto ieri i funzionari locali. Secondo alcuni testimoni citati dal giornale locale Luebecker Nachrichten, l’autobus era pieno e in viaggio da Lubecca verso la vicina Travemuende quando un passeggero ha improvvisamente lasciato cadere uno zaino, da dove ha estratto un coltello iniziando ad aggredire la gente. Le indagini iniziali hanno mostrato che lo zaino conteneva degli acceleranti, ma non c’erano segni di un ordigno esplosivo, ha detto Hans-Joachim Grote, ministro dell’interno dello Schleswig-Holstein. Grote ieri aveva parlato di sei persone che hanno riportato ferite da taglio, una delle quali versa in gravi condizioni, ed altre tre ferite in altro modo. Tra questi l’autista contro il quale l’aggressore si è scagliato, colpendolo. Secondo le testimonianze l’uomo ha improvvisamente gettato il proprio zaino a terra e ne ha estratto un’arma da taglio – coltello da cucina o altro oggetto appuntito – con cui ha ferito diverse persone prima di essere bloccato dagli stessi passeggeri e arrestato dalla polizia. L’autista ha immediatamente fermato il mezzo e aperto le porte per far scappare la gente e gli artificieri hanno successivamente esaminato lo zaino rimasto a bordo: la borsa conteneva acceleranti ma non esplosivi.

Commenti

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  • Pino1° 22 luglio 2018

    Bella la germania della ”caccia alla baader mainhof” andavi al gabinetto, nei locali, nei bar, ovunque.. trovavi le foto dei ricercati ! Li beccarono in dieci giorni e dopo un pochino di tempo si suicidarono tutti insieme appassionatamente in carcere e nessuno batte ciglio ! Azz!

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