Skipper italiano disperso, la moglie: sono sicura, è vivo su una zattera (video)

5 Mag 2018 19:09 - di Paolo Lami

Lei, Rosa Cilano, non ha dubbi: suo marito, Aldo Revello, lo skipper disperso dal 2 maggio nell’Oceano Atlantico insieme all’amico rumeno Antonio Voinea, è vivo ed è su una zattera alla deriva fra le isole Azzorre e la costa del Portogallo.

«Continuate a cercare – esorta le autorità portoghesi che hanno messo in mare un dispositivo di ricerca per rintracciare i due velisti a proseguire le ricerche – sono sicura che mio marito e Antonio sono lì sulla zattera di salvataggio, da qualche parte. Chiunque possa aiutarci, anche al di fuori del Portogallo, chiediamo che lo faccia. Mi rivolgo a tutte le imbarcazioni».

La rotta di Bright dal 30 aprile al 1 maggio

La rotta di Bright dal 30 aprile al 1 maggio

I due, Aldo e Antonio, erano di ritorno dalla Martinica, dove, tradizionalmente, moltissime barche francesi ma anche italiane svernano, con una barca a vela di 14 metri, il Bright, scomparsa improvvisamente tra le Azzorre e Gibilterra.

Barca a vela Bright

Barca a vela Bright

Rosa Cilano continua a sperare. Per ora resta nella sua casa di Castelnuovo Magra, in provincia di La Spezia, ma, nei prossimi giorni, potrebbe anche andare in Portogallo a fare pressioni sulle autorità affinché intensifichino le ricerche. «Mio marito è un marinaio molto esperto, altrimenti non lo avrei fatto neppure partire», dice Rosa Cilano.

Sul suo sito Brightcharter.com con cui Aldo Revello, 53 anni residente alla Spezia, organizza viaggi in barca a vela, lo skipper si definisce così: «Trentacinque anni di vita dedicata al mare. Ha navigato in Mediterraneo, nel Mare del Nord, in Mar Rosso, nel Mar dei Caraibi, nell’Oceano Indiano e in Atlantico. Ha portato la sua barca ai Caraibi attraverso l’Atlantico via Gibilterra e Canarie ed è tornato via Azzorre. È un tecnico esperto nella manutenzione e riparazione delle imbarcazioni e istruttore subacqueo».
Il sito portoghese Correio de Manhà parla di tre salvagente trovati in mare. «Sembra sia l’unica cosa ufficiale ritrovata, ma non c’è conferma che appartengano al Bright», dice Rosa Cilano che continua a essere in contatto con la Farnesina.

Un velivolo C-295 dell’aeronautica portoghese e quattro navi – la corvetta António Enes, due navi mercantili e un peschereccio – stanno cercando da tre giorni di individuare i due membri dell’equipaggio della Bright in un’area piuttosto vasta di 300 miglia nautiche quadrate che si trova a circa 330 miglia nautiche – 660 chilometri – a est di Sao Miguel nelle Azzorre a nord-ovest dell’isola di Funchal.

 

L'Mrcc Ponta Delgada che ha ricevuto l'allarme avviando le ricerche degli skipper italiani dispersi

L’Mrcc Ponta Delgada che ha ricevuto l’allarme avviando le ricerche degli skipper italiani dispers

Dal MRCC competente, il Centro di ricerca e soccorso marittimo di Ponta Delgada, hanno fatto sapere che l’allarme è stato ricevuto mercoledì 2 maggio alle 13:48 ora locale – più un’ora a Lisbona – dal sistema satellitare mondiale COSPAS SARSAT, «un sistema automatico che viene attivato ogni volta che c’è un contatto con l’acqua» e una cosiddetta distress radio beaconbeacon di emergenza, una sorta di radio trasmittente integrata in un dispositivo galleggiante, anche una piccola boa che può essere lanciata in mare al momento dell’emergenza o che, comunque, finisce in mare capovolgendosi e lanciando i segnali verso i satelliti in orbita polare.
Secondo la Marina portoghese, «non c’è ancora conferma» che i «tre giubbotti di salvataggio» appartengano alla barca a vela Bright battente bandiera italiana.

«Allo stato attuale – dice la moglie dello skipper, Rosa Cilano – questa notizia del ritrovamento di parti di imbarcazione non è chiara, a me non è stato detto nulla». «L’appello è quello, che si vada avanti con le ricerche», dice la moglie del velista chiedendo anche l’aiuto delle autorità italiane «perché si continuino le ricerche, magari anche in maniera più ridotta purché sia».

Le ricerche questa mattina era  state estese ad un’area più ampia e il portavoce della Marina portoghese, Fernando Fonseca, aveva detto all’agenzia Lusa che «la ricerca» della Bright che aveva lasciato il porto di Horta, nell’isola di Faial, nell’arcipelago delle Azzorre diretta a Malaga in Spagna, «è stata ripresa oggi all’alba e impegna un aereo C-295 dell’Air Force portoghese, la Corvetta Antonio Enes sei navi mercantili.

Ma, in serata, è poi arrivata la notizia che le ricerche sono state sospese come conferma la moglie di Revello, Rosa Cilano: «sto convocando una conferenza stampa per domani mattina a Castelnuovo Magra alle ore 10. Ho avuto conferma dalle autorità che le ricerche sono state effettivamente sospese: ho chiamato il consolato italiano in Portogallo e poi mi ha contattato la Farnesina. A quanto sembra sarebbero arrivati ai limiti del protocollo consentito per effettuare le ricerche».

Nulla lasciava presagire la tragedia. Sulla sua pagina Facebook lo skipper Aldo Revello scriveva nel suo diario di bordo il 1 maggio, poche ore prima di scomparire: «Che giornate meravigliose! Il Bright corre sereno senza sforzo oggi al gran lasco e macina miglia. Da Faja ne abbiamo fatte in linea d’aria 420…». E, poi, la posizione dell’imbarcazione: «37 57 Nord, 19 44 Ovest». Un giorno prima, il 30 aprile, Revello scriveva: «Giornata splendida qui in Atlantico…20 nodi di corrente…38 24 nord, 22 30 w». La rotta, inclinata, li sta portando, veloci, verso lo stretto di Gibilterra per entrare nel Mediterraneo. Ma, al momento, di loro nessuna notizia.

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