L’ira di Gigi Buffon: «Mai litigato con Benatia, vogliono destabilizzarci»

martedì 24 aprile 16:44 - di Redazione

«È quel tipo di gossip, palesemente inventato, che si portano dietro le sconfitte di squadre che sembrano non avere talloni d’Achille come la Juventus». Gigi Buffon commenta così le voci su un’accesa discussione che ci sarebbe stata nello spogliatoio della Juventus al termine della gara contro il Napoli, con tanto di battibecco tra lui e Medhi Benatia.

«Si cerca così di destabilizzare un ambiente e minare le certezze e l’unione di un gruppo -sottolinea il capitano bianconero ai microfoni di Juventus Tv-. Sicuramente, com’è normale che sia e com’è sempre successo da quando sono alla Juve, trovo logico e doveroso confrontarsi e questo è accaduto, ma nessuno, almeno nei miei diciassette anni di Juventus, si è permesso di puntare l’indice verso qualcuno colpevolizzandolo per una sconfitta un errore e questo, fino a quando sarò capitano di questa squadra non accadrà mai». «Aggiungo che Medhi è un ragazzo estremamente rispettoso – sottolinea Buffon – e che ha sposato la nostra causa con educazione e un modo di stare nel gruppo eccezionali. Mi spiace essere costretto a puntualizzarlo, ma devo farlo, perché in presenza di certe notizie, se non calunniose, quanto meno false, credo che una precisazione sia dovuta per tutelare il gruppo e Medhi, che è un ragazzo splendido».

Sul prosieguo del campionato Buffon è ottimista: «Abbiamo dilapidato cinque punti importantissimi negli ultimi giorni, ma siamo sempre primi seppur con un margine di vantaggio risicato. Dobbiamo cercare di portarlo a fine corsa, questo è il nostro obiettivo e il nostro dovere. Una rincorsa di nove mesi come quella di quest’anno porta un enorme dispendio di energie fisiche e mentali, ma ora mancano venti giorni alla fine e quindi dobbiamo arrivare al limite delle nostre potenzialità -sottolinea il capitano bianconero ai microfoni di Juventus Tv-. Se poi gli altri saranno più bravi di noi faremo loro i complimenti, perché in un campionato di 38 partite chi vince, l’avrà meritato. Ma questo è un pensiero ancora molto lontano».

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