La mamma morta a causa dei titini, la boxe, i trionfi: il libro-verità di Nino Benvenuti

martedì 24 aprile 17:42 - di Monica Pucci

«Non potevo non essere di destra, dopo quello che ho visto fare ai comunisti», racconta spesso Nino Benvenuti, due titoli mondiali, l’oro olimpico ai Giochi di Roma del 1960, 82 vittorie su 90 incontri da professionista e le sfide contro Griffith e Monzon entrate nel mito. Un campione che ha fatto la storia della boxe italiana e non teme il gong dei suoi 80 anni che suonerà per lui giovedì 26 aprile. E per festeggiare degnamente questo traguardo, Benvenuti ha deciso di raccontare la sua vita nella biografia “L’orizzonte degli eventi” (Cairo, 160 pp., 13 euro) scritto con Mauro Grimaldi e Ottavia Fusco Squitieri.

Dall’anello della mamma (morta anche in seguito al trauma subito di un’irruzione delle squadracce titine a Isola d’Istria, nella sua casa, quando lui non aveva nemmeno 18 anni) legato sempre al laccio della scarpa per ogni incontro sul ring, al rapporto con Primo Carnera “fratello acquisito” che nel 2008 ha celebrato interpretando una parte in “Primo Carnera, il campione più grande”. Carnera idolo e amico con il quale ebbe un legame tanto particolare che da “quest’uomo straordinario è stato allargato a tutti Aneddoti, ricordi privati, regalati a chi lo ha sempre sostenuto. Una chiacchierata, affettuosa e sincera con “la gente che mi ama da oltre mezzo secolo. Ma ci pensate? E’ un tempo lunghissimo, una presenza che mi inorgoglisce”.

Un libro che doveva diventare, un film e che la morte di Pasquale Squitieri ha lasciato invece solo sulla carta. Ma anche una sorta di seguito al suo primo libro “Il  mondo in pugno”. Tra questi aspetti c’è anche l’esperienza in politica, durata pochissimo e che non lo ha mai appassionato più di tanto. «E difatti – ricorda – la abbandonai subito». Per il campione, quello che conta è che si torni a essere orgogliosi del nostro essere italiani. Ma per r accontare 80 anni così ricchi non basta un libro. Magari un giorno sarà proprio il grande schermo a raccontarla.

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