Il flirt M5S-Pd non è più clandestino. Toninelli lo ammette, i dem fanno i preziosi

giovedì 19 aprile 12:23 - di Ginevra Sorrentino

“Smiciolano” dietro le quinte da un bel po’ e si fanno le fusa apertamente dal 5 di marzo, grillini e dem, determinati a tirar fuori gli artigli per farsi spazio nella giungla della formazione del governo per la quale, assai poco democraticamente, vogliono rimettere in pole position il Pd sconfitto alle urne: elezioni che hanno espresso – con una sentenza netta e inequivocabile – un chiaro veto su Renzi e i suoi (proseliti e detrattori). Ma Toninelli proprio non ci viuol sentire e, rompendo gli indugi e confermando i sospetti, torna a bussare alla porta di Largo del Nazareno per pietire un accordo di governo col Pd.

Toninelli sbatte la porta in faccia a FI per aprirla al Pd

E invece no, cari elettori italiani, alla festa del governo gli eletti pentastellati, in spregio del verdetto delle urne scandito a chiare lettere, vogliono forzosamente invitare gli esclusi del Pd e, altrettanto arbitrariamente, lasciare fuori della porta di Palazzo Chigi Berlusconi e i suoi, democraticamente eletti ma sgraditi al dispotico Di Maio e ai suoi sostenitori. «Non possiamo scrivere il contratto di governo con Berlusconi: è praticamente impossibile», ha appena dichiarato un fedelissimo di Luigino come Danilo Toninelli che, ufficializzando una volta per tutte sospetti e rumors ai microfoni di Non Stop News su Rtl 102.5, esce allo scoperto e sentenzia: «Ci sono divergenze programmatiche enormi… Che cosa andiamo a fare con un personaggio che appartiene al passato, con cui non abbiamo convergenze? Non siamo autolesionisti». Forse non saranno autolesionisti: ma poco rispettosi del volere degli elettori, decisamente.

Grillini in cerca di un dialogo che non c’è

E talmente sfrontati nel non provare neppure a nasconderlo, anzi, al contrario, artefici di un clamoroso autogol (l’ennesimo), rilanciato in primo piano da siti e tv e segnato dal capogruppo M5S a Palazzo Madama, tornano a proporsi al Pd che, incorruttibilmente, continua invece a snobbarli, a fingere di non sentire, e a rispedire inviti e aperture al mittente. «Noi stiamo continuando a parlare con il Pd – ammette infatti serafico Toninelli riguardo al dialogo con i dem – abbiamo convergenza su alcuni temi e continuiamo a proporre di sederci al tavolo per scrivere un contratto di governo. Due giorni fa, Martina ha parlato di temi e noi vediamo che ci sono temi comuni. Ma non fanno un passo in avanti e spero che lo facciano anche su sollecitazione del Presidente della Repubblica».

Malepezzi (Pd) stronca le speranze grilline: mai alleati M5S

Speranza vana e puntualmente rinnegata, a stretto giro, dalla  senatrice dem Simona Malpezzi che, senza fare melina, va dritta alla meta e segna il punto che fa svanire tutte le speranze di vittoria grillina nella gara delle consultazioni e delle alleanze di governo possibili: «Toninelli si arrenda all’evidenza dei fatti. Non ci sono margini per una alleanza M5S-Pd». Poi, il colpo di grazia: «I nostri programmi sono diametralmente opposti – sottolinea la parlamentare – e non bastano le continue retromarce di Di Maio. Il Pd è un partito di persone serie e responsabili, non possiamo trovare un’intesa con chi per anni ha sparato sui principali provvedimenti del governo Renzi e si propone di fare l’esatto opposto di ciò che proponiamo noi». Con buona pace dei pentastellati che continuano a pensare che la sbiadita equivalenza tra reddito di cittadinanza (M5S) e reddito di inclusione (Pd) possa valere come perno di un acrobatico gioco di equilibri ormai miseramente crollato anche prima del termine del mandato esplorativo della Casellati…

Commenti

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  • lamberto lari 20 aprile 2018

    Ma si rendono conto che il M5S non ha vinto le elezioni? e vorrebbero non solo dettare le condizioni al centro destra per costiture un governo di palude, ma ancor peggio coinvolgere il PD per riuscire a costituire una pseudomaggioranza, perché credo che nemmeno con il PD sarebbero sufficienti i voti per raggiungerla la maggioranza mi sbaglio? Basta con le arroganze, bast5a con le prepotenze basta con i dictat e atteggiamenti che insultano e offendono la democrazia, quella stessa democrazia che invocano ma di cui non ne conoscono il significato! L’Italia non è una nave da arrembare con una ciurma degna nei comportamenti dei peggiori bucanieri. Se questo dovesse palesarsi credo che gli italiani debbano armarsi…….ovviamente di migliori propositi maggior determinazione e ferrea intolleranza a chi la democrazia la vuole distruggere.

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