Finisce nuda on line, ma i giudici danno ragione al gigante del web

martedì 24 aprile 17:50 - di Valter Delle Donne

Sono tempi duri per le bellezze del web. Prendete quello che è accaduto a Loretta Rossi Stuart, soubrette teatrale, modella e attrice. “Oltre al danno anche la beffa, nessun risarcimento e il pagamento di parte delle spese processuali. Peggio di così non mi poteva succedere”. Così l’attrice romana, sorella di Kim Rossi Stuart, ha commentato la sentenza della Corte d’Appello di Firenze che l’ha vista soccombere in una causa contro uno dei colossi del web.

Nuda in foto artistiche: data in pasto alla Rete

Eppure, sulla carta, sembrava una causa vinta. «Hanno ospitato su una delle gallery di Supereva un servizio fotografico di nudo che avevo realizzato anni prima per una rivista glamour (Boss). L’hanno scansionato e messo in Rete, senza alcuna richiesta d’autorizzazione. Un servizio che era destinato a poche migliaia di persone è diventato improvisamente virale. Credevo che i giudici mi avrebbero dato ragione, non si può giocare così sull’immagine di una persona».

La Corte d’Appello ha condannato la Rossi Stuart

Invece, la Dada S.p.A. che è proprietario nonché titolare del server che gestisce il sito ha vinto la causa. Così la Corte d’Appello ha condannato la Rossi Stuart anche al pagamento nei confronti di Dada spa, oltre tremila euro di spese processuali. Secondo i giudici fiorentini, che hanno confermato la sentenza di primo grado «non è stata fornita la prova del contenuto illecito della rappresentazione fotografica ma, e soprattutto, non è stata fornita la benché minima prova della consapevolezza, da parte del gestore, della illiceità delle pubblicazioni operate sullo spazio di Rete».

"Mi hanno dato in pasto al web, anche questa è violenza sulle donne"

“Mi hanno dato in pasto al web, anche questa è violenza sulle donne”

La rabbia di Loretta Rossi Stuart: “Mi sento prevaricata”

Una sentenza aspramente criticata da Ermanno Pica, legale della Rossi Stuart. «In primo grado era andata ancora peggio. La Corte aveva disposto il pagamento delle spese processuali anche del terzo chiamato in causa, che aveva materialmente pubblicato le foto in Rete». Di contro spiega Pica, la Corte «ha rigettato la richiesta risarcitoria in quanto per esservi una responsabilità del provider è necessario l’intervento dell’Autorità, così come previsto dal Decreto legislativo 70 del 2003» (Il testo di attuazione della direttiva europea sul commercio elettronico ndr).
«Resta il fatto – conclude la Rossi Stuart – che le mie foto glamour sono state date in pasto alla Rete. Non sono l’unica a subire ingiustizie del genere. Mi sento prevaricata e sono pronta a tutto per formare una class action di donne dello spettacolo che si ribellino».
Commenti

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  • S.M. 31 maggio 2018

    La solita lagna femminista, ‘violenza sulle donne’, come se non avesse mai fatto quelle foto se non di sua precisa volontà.

  • Sara 27 aprile 2018

    Mi meraviglio, mi stupisco e inorridisco ai commenti senza alcun ritegno, specie da parte di uomini che innanzitutto non hanno letto sicuramente l articolo perché non hanno capito di cosa si sta parlando; si parla di diritti di immagini VIOLATE, poi se la signora Rossi si vuole mettere nuda in spiaggia quella è un altra cosa, ma se io scatto QUALUNQUE tipo di foto indirizzata a una sola specifica rivista, NON SI PUÒ prendere quella immagine e farne ciò che si vuole! È ILLEGALE!! Di questo si tratta!! ignoranza pura! Tutta la mia comprensione per la signora Stuart , nella speranza che trovi giustizia ! Orrore per questa giustizia !

    • luca 3 maggio 2018

      inorridisce, si stupisce si meraviglia….commenti senza ritegno specie da uomini…. Forse l’ignoranza è la tua che ignorando anche il fatto che un giudice abbia studiato il caso, vorresti saperne piu di lui o lei, e di quelli che leggono della sentenza. Arrogante peraltro.

  • Clara 27 aprile 2018

    Cioè io metto una mia foto su una rivista, e chiunque può prenderla e farne ciò che vuole? Ma siamo forse impazziti? Se facessi io una cosa simile prendendo una foto profilo a caso di una persona, appropriandomene ne pagherei care le conseguenze, ma sai,visto che si tratta della Dada SPA beh certo allora lo può fare, potendo comprare tutti i giudici di questo mondo. I commenti sopra incommentabili, non ho capito che c’entra che siamo nel terzo millennio, o non capite l italiano oppure siete tutti troll!

    • luca 3 maggio 2018

      quindi la dada avrebbe comprato tutti i giudici del mondo e anche questo nello specifico?. Lo dimostri senno’ sono accuse per cui si rischia anche una denuncia dalla Dada….come le foto anche le parole devono essere usate bene ed in modo appropriato.

  • Alessio Sommariva 26 aprile 2018

    come mai non possono metter sul web mie foto di nudo ?
    semplice non ho fatto e pubblicato su nessun giornale mie foto nudo!

  • Pasquale Montemurro 25 aprile 2018

    La prossima volta eviti do farsi fotografare nuda! Le donne “oneste” non lo fanno!

    • luigi 3 maggio 2018

      Il nudo non è disonestà ma è una forma d’arte ma forse lei non è mai entrato in un museo.

  • antoniog 25 aprile 2018

    molto spesso, soprattutto in primo grado, si è giudicati da giudici che non hanno il ben che minimo senso della giustizia e affidano le loro decisioni in base a simpatie ed ancora al senso della superficialità dell’ambiente in cui vivono insensibili ai danni che possono arrecare alle persone.

  • vincenzo clemente 25 aprile 2018

    Mi sembra che la signora Rossi Stuar stia esagerando alquanto. Siamo nel 2018 il Medio Evo sessuale che la chiesa cattolica aveva imposto nei secoli ed è durato fino agli anni ’20 del secolo scorso celo abbiamo tranquillamente gettato alle nostre spalle. Vorrei sapere quanti uomini in Italia, al noed al centro ed al Sud se su una spiaggia vedono una bella donna che prende il sole a seno nudo si soffermano più di qualche decimo di secondo a guardarla. quelle che può nascere nei loro pensieri è infinitamente vario ma il loro comportamento è nella stragrande maggioranza dei casi ineccepibilessuno si sogna di infastidire la signora o la ragazza in questione. Molti mariti restano comodamente straiati e per nulla infastiditi mentre la moglie, fidanzata o compagna se ne stà praticamente nuda, sdraiata a prendere il sole esposta allo sguardo di altri uomini. Abbiamo finalmentre raggiunto un buon livello di maturità sessuale, dobbiamo esserne fieri, non siamo islamici che impongono il burka alle donne. quello che accade su qualsiasi spiaggia italiana dal Brennero ( punto più a Nordd) a Capo Passero (punto più a Sud) in Italia denota un comportamento di civiltà sessuale ed erotica ormai acquisito in tutto il nostro Paese. Il Web in estate diviene una specie di immensa spiaggia. Vogliamo forse tornare al medio evo clericale e sessuofobo seppur con altre forme???? Per quanto mi riguarda non ritengo affatto auspicabile qualcosa del genere.

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