I commercialisti avvertono: quasi otto milioni gli italiani “incapienti”

mercoledì 18 aprile 16:42 - di Redazione

Sono oltre 7,73 i milioni di contribuenti italiani incapienti, per i quali l’Irpef dovuta si azzera per effetto delle detrazioni. Di questi sono più di 3,12 milioni quelli che non riescono a sfruttare in tutto o in parte le detrazioni per carichi di famiglia. A rilevarlo è un’analisi della Fondazione nazionale dei Commercialisti elaborata su dati del Dipartimento delle Finanze sulle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2017 e nel 2016. Nel dettaglio, sono oltre 750.000 i contribuenti che, rileva la Fondazione, “per incapienza dell’imposta, non sfruttano nemmeno un euro di detrazione Irpef non soltanto per le numerose detrazioni esistenti per oneri e spese, ma anche per quelle previste a favore di chi ha familiari a carico”. Tra questi 750.000, anche 72.000 contribuenti con coniuge e due figli a carico e 101.000 contribuenti tra i quali si annoverano anche quelli con tre o più figli a carico. Sono invece oltre 2,36 milioni i contribuenti che, per “incapienza dell’imposta, non sfruttano nemmeno un euro di detrazione Irpef per le numerose detrazioni esistenti per spese e oneri e riescono a sfruttare soltanto in parte quelle previste a favore di chi ha familiari a carico”. Tra questi, 2,36 milioni, anche 384.000 contribuenti con coniuge e due figli a carico e 466.000 contribuenti tra i quali si annoverano anche quelli con tre o più figli a carico” rileva ancora la Fondazione nazionale dei Commercialisti. I restanti 4,61 milioni di incapienti riescono invece a sfruttare per intero le detrazioni per carichi di famiglia, oltre naturalmente a quelle collegate alla tipologia del loro reddito da lavoro dipendente, pensione o lavoro autonomo, limitando la loro incapienza a parte delle detrazioni spettanti per oneri e spese. “Anche quest’anno – osserva Massimo Miani, presidente del Consiglio nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili – la campagna della dichiarazione dei redditi, avviata con la messa a disposizione dei dati per la precompilata, vede nuove detrazioni per oneri e spese che si affiancano alle numerose già esistenti, ma quello degli incapienti rimane un nodo non affrontato”.

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