Blitz delle femministe contro la statua di Montanelli: “Era fascista”

lunedì 30 aprile 15:27 - di Redazione

Atto vandalico nei Giardini di Porta Venezia a Milano contro la memoria del giornalista Indro Montanelli. «Un fascista, un revisionista, un conservatore e un colonialista», questa la definizione data a Montanelli da un gruppo di femministe.

Le Indecorose rivendicano il blitz contro Montanelli

Le Indecorose, gruppo Lgbt, ha documentato l’atto vandalico con un video. «Ci chiamiamo Le Indecorose – si legge in una delirante rivendicazione su un volantino – perché siamo fuori dalle logiche del “decoro!, parola diventata sinonimo di repressione anche attraverso i decreti Minniti e Minniti-Orlando». Addirittura avrebbe anche una firma, quella del writer Manu Invisible, l’azione si sfregio contro Montanelli. Sotto il titolo “Violentasi”, spray su tela in cotone, fonde una figura di ragazza con il tipico cartello “vendesi”, in un intreccio di parole che restituisce un “violentasi”, in memoria delle violenze commesse dagli italiani in Eritrea, nel periodo in cui il giornalista era sottotenente.

Femministe contro il ricordo di Montanelli

«Montanelli è stato un fascista», accusano le femministe, «In Eritrea ha comprato e stuprato una ragazzina di 12 anni in nome della superiorità della razza bianca attraverso il madamato. Negli anni a seguire si è affermato come giornalista conservatore, razzista e omofobo e non ha mai rinnegato le violenze su quella ragazzina. Una figura come la sua non merita una statua e un parco milanese dedicato al suo nome».

Commenti

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  • Aurora De palma 2 maggio 2018

    Chi vive accanitamente del passato e nel passato vuol dire che o nn gliene importa del futuro oppure nn ha da dire nulla altro che nn sia solo vissuto. Arroccate negli stereotipi nn credo si possano accettare le loro proteste.

  • Francesco Ciccarelli 1 maggio 2018

    Non sono femministe, ma baccanali! Le accuse contro Montanelli sono solo un pretesto e ricordano i recenti episodi di vandalismo negli Stati Uniti. A questo punto, bisogna chiedersi chi manovra le lesbiche e perché!

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