Altri casi di tubercolosi a Roma e Torino: ma non era scomparsa?

mercoledì 18 aprile 17:26 - di Redazione

Dopo il caso di un’insegnante malata di tubercolosi, a Roma, due nuovi casi sono stati registrati in due diverse scuole della Capitale. Sono risultati affetti da tbc un alunno di una scuola media e un altro di un istituto tecnico. Della vicenda si è parlato oggi in Commissione Trasparenza del municipio XII dove è approdata una relazione della Asl con un aggiornamento della situazione. “Oggi, dopo due mesi e mezzo dal primo caso – commenta il capogruppo di Fdi in Municipio XII Giovanni Picone riferendosi all’insegnante risultata malata di Tbc – è stato controllato solo il 70% della popolazione venuta a contatto. E’ vergognoso e secondo noi c’è stata una sottovalutazione”. Riguardo alla scuola media, “fino ad oggi – si legge nella relazione della Asl che riporta la data di ieri – sono stati sottoposti a specifici accertamenti (test di Mantoux) circa il 70% degli alunni del plesso, seguendo il metodo dettato dalle specifiche linee guida nazionali previste per la tbc dei ‘cerchi concentrici’, basato sul criterio di probabilità di contagio. Secondo le risultanze dei controlli effettuati al momento la frequenza media di positività è intorno al 17% su circa 400 alunni sottoposti a screening”. Positività che indica il contatto con l’agente patogeno, ma non è indice di malattia. “Allo stato risulta un solo alunno con conferma diagnostica di malattia”. Riguardo all’altro caso, nell’istituto tecnico, la notifica è avvenuta il 3 aprile e lo screening “è in corso”, continua la comunicazione della Asl. “L’amministrazione, con il sindaco responsabile della salute pubblica e il minisindaco di quella del nostro territorio, finora non ha speso una parola su questa vicenda – conclude Picone -Noi avevano fatto una critica in tempo non sospetti e adesso la Asl ci dà ragione dicendo che è stato controllato il 70%”. A Torino, invece, dopo il caso di marzo, oggi sarebbero almeno cinque i clandestini nordafricani affetti da tubercolosi. Tutti residenti delle palazzine occupate di via Giordano Bruno nel capoluogo piemontese.

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