CERCA SUL SECOLO D'ITALIA

Cinque anni di Bergoglio: ecco perché è il Papa più amato dalla sinistra

Cinque anni di Bergoglio: ecco perché è il Papa più amato dalla sinistra

Segui il Secolo d'Italia Google Discover Fonti Preferite

Ci sono 4 commenti, partecipa alla discussione

Ci sono 4 commenti

  1. iene ha detto:

    SPROLOQUIARE . . . nient’ altro sa fare .
    SE LA SUONA E SE LA CANTA . . . nessuno s’incanta .
    Risultato : ROTTAMARE (e’ di moda) la nostra religione .
    E i mussulmani se la ridono . . . come le iene a pancia piena .

  2. giorgio ha detto:

    In Italia sono arrivati il peggio del peggio

  3. Massimiliano di Saint Just ha detto:

    Ha diviso e lacerato i cattolici sui divorziati ( i polacchi dicono che incoraggia l’adulterio), sui gay ( abominio per la Bibbia) e sui migranti invasori : perchè non va all’ONU per portarli in Argentina, Canada e Australia, terre spopolate?

    1. fabio ha detto:

      Io non credo che il problema stia nella diatriba: Papa di sinistra o Papa di destra; io penso, sperando ardentemente di sbagliare, che questo Papa abbia aperto una fessura importante fra la Sua persona e la Chiesa in quanto tale. Quando Papa Francesco dice di volere una Chiesa povera mi fa pensare, più che altro, ad una Chiesa ininfluente e diluita nella mentalità mondana. Il paragone con Giovanni XXIII, a mio parere, non regge in quanto Egli, indicendo un Concilio, pose la Chiesa di fronte al mondo per migliorarne la relazione generale e, in essa, la pastorale. L’operazione di Bergoglio è diversa tanto da far dire ad un anticlericale come Eugenio Scalfari A “Di Martedì”, intervistato da Giovanni Floris, che quest’anno, per la prima volta, ha messo la firma per la destinazione dell’Otto per mille alla Chiesa Cattolica e aggiunge “Sono un miscredente ma darò l’8 per mille alla Chiesa di Francesco, una Chiesa missionaria, più laica di questo Stato”. Da simili dichiarazioni emerge il fatto che questo Papa si pone come elemento a se stante rispetto alla Chiesa che rappresenta; oggi abbiamo: la Chiesa, il Papa e il mondo. Una Chiesa ininfluente o compiacente ben poco può contro il sistema economico che il Papa sembra voler combattere. L’accoglienza e l’attenzione della Chiesa verso i poveri non è nata con l’arrivo di Bergoglio, di questo ne era già ben consapevole anche Friedrich Nietzsche, che non era certo un chierichetto. Così come la condizione di “povero” non decreta, di per sè, uno stato di santità ma una sventura da sanare. Benedetto XVI scrisse, in uno dei volumi del Gesù di Nazareth, che la povertà è uno stato di grazia se benevolmente accolta e sopportata dal povero. Se non emergono tali distinzioni e precisazioni si rischia di scivolare verso la Teologia della Liberazione. Benedetto XVI poi, con l’enciclica Caritas in Veritate, ha affrontato in maniera organica e approfondita il problema del sistema di mercato e il liberismo selvaggio azzardando anche delle soluzioni. Questo pontificato, sempre a mio sommesso parere, rischia di trasformarsi in un ospedale da campo per i poveri e i derelitti ma, allo stesso tempo, in un inceneritore per la Chiesa così come la conosciamo.

Comments are closed.

12 Marzo 2018 alle 18:52