Nel triste decennale del Pd Veltroni rimpiange Prodi e umilia Renzi (video)

sabato 14 ottobre 19:55 - di Monica Pucci

Si era fatto annunciare da lunghe interviste sui giornali che annunciavano ai militanti del Pd e a quelli del centrosinistra la propria ricandidatura a premier, ma quando è entrato in sala Matteo Renzi ha capito subito che non avrebbe ricevuto una standig ovation.

Nella ricorrenza dei dieci anni dalla nascita del Pd, celebrata questa mattina al teatro Eliseo di Roma, Renzi ha dovuto subire l’oratoria di Veltroni e i suoi rimpianti per Prodi, ma anche le defezioni della minoranza del partito, che in platea non sono visti. Opposizione interna al quale Renzi ha riservato solo velate minacce: “Il Pd non appartiene al fondatore Walter Veltroni, al premier Paolo Gentiloni e tanto meno al segretario pro-tempore. Il Pd appartiene al popolo che lo ha creato e chi se ne va sta tradendo se stesso”, ha detto Renzi. Davanti a lui non c’erano Andrea Orlando nè Gianni Cuperlo , ma anche Michele Emiliano ha disertato, impegnato in Puglia ad un’altra iniziativa.

Le stoccate del fondatore del Pd Veltroni

Sullo schermo sono stati proiettati video sulla storia del Pd, lo slogan “Democratici nati” con la foto di una squadra di calcio di bambini con in primo piano una ragazzina con il numero ’10’ sulla maglia. “Il Pd nacque con dieci anni di ritardo, doveva essere la naturale prosecuzione dell’Ulivo. Con l’Ulivo per la prima volta il centrosinistra governava l’Italia e quel governo è stato il migliore della storia repubblicana soprattuto per l’autorevolezza e l’apertura di chi lo presiedeva e per la qualità dei suoi ministri. Ne cito uno tra tutti, Carlo Azeglio Ciampi”, a detto Veltroni infiammando la platea anche con messaggi a Renzi. “Le alleanze si fanno prima e ci si presenta ai cittadini, alleanze che spero il Pd faccia. Il Pd nasce con l’idea dello spirito maggioritario e dell’alternanza e l’Italia non può più conoscere maggioranze spurie”, ha aggiunto Veltroni ammonendo Renzi su possibili inciuci. “Il puro anti-berlusconismo – ha detto ancora – è stato il più gigantesco mallevadore del berlusconismo. Oggi serve un’alternativa programmatica e di valori che sia chiara”.

E Gentiloni? Il premier alla camomilla s’è limitato a promettere l’approvazione della legge sullo Ius Soli, promesse da marinaio e da premier ormai bollito.

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