Statali, c’è l’intesa sugli 85 euro ma per ora ne arrivano solo 35: mancano i soldi

martedì 20 giugno 14:38 - di Robert Perdicchi

Sull’aumento degli 85 euro medi lordi previsti nel rinnovo dei contratti del pubblico impiego l’intesa tra governo e sindacati c’è, ma con un piccolo particolare: mancano le risorse per gli aumenti, al punto che già si parla di un sostanzioso taglio dei “ritocchi”. Lo sblocco dei contratti, fermi da 7 anni, è una partita che in termini di cifre si gioca sull’aumento degli 85 euro, come stabilito dall’accordo firmato tra la ministra della Funzione pubblica Marianna Madia e Cgil Cisl e Uil ma il confronto rischia di diventare complesso, perché le risorse scarseggiano. Finora, al rinnovo del contratto degli statali è stata destinata una cifra, che ad oggi non permette di raggiungere gli 85 euro. Per giungere a tale importo è necessario un ulteriore intervento nella prossima legge di bilancio. Risorse, spiegano i sindacati, che sono stimate attorno ai due miliardi di euro, oltre quelle già allocate. A marzo il Dpcm ha stanziato risorse per 3 anni, ripartite tra il 2016 e il 2018, e che permettono di raggiungere un aumento medio di circa 35 euro. La parte mancante per arrivare a quota 85 euro dovrebbe trovarsi nella prossima legge di bilancio. La partita, da questo punto di vista, è quindi rimandata a ottobre ed è tutta un’incognita da verificare.

Sembra essersi risolta, invece, la questione legata al salario accessorio e ai trattamenti correlati alla performance. La norma sul salario accessorio prevedeva infatti che tutti i trattamenti accessori fossero legati alla performance. Su questo aspetto i sindacati hanno ribadito che non tutta la quota può essere destinata alla performance, ma solo quella variabile. Le cosiddette ‘parti fisse e ricorrenti’, invece, sono quindi escluse. In parole povere, non tutto il salario accessorio va destinato alla performance ma solo la parte variabile.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Emergenza Coronavirus

In evidenza

News dalla politica