Al via la commissione d’inchiesta sul Forteto, simbolo del flop della sinistra

1 Giu 2017 16:38 - di Redazione
forteto

“Salutiamo con soddisfazione, dopo tante resistenze da parte del Pd, il via libera del Senato all’istituzione di una commissione d’inchiesta parlamentare sulla
comunità Il Forteto. Certo, un parlamento coi giorni contati potrà fare ben poco. Tuttavia la decisione rappresenta un lascito politico sostanziale per la nuova legislatura”. Lo ha detto il capogruppo di Forza Italia in Regione Toscana, Stefano Mugnai, presidente della prima Commissione regionale d’inchiesta sugli affidi a Il Forteto nonché proponente e componente della seconda commissione regionale d’inchiesta cosiddetta Forteto bis. “Senza sottacere la vittoria morale che questa decisione porta con sé per chi ha sempre combattuto affinché la verità sul Forteto emergesse, con la certezza che solo i poteri ispettivi di una commissione parlamentare possano gettare ancora maggior luce sul dramma accertato, prima che per via giudiziaria, dalla prima commissione regionale che ho presieduto e dalla seconda che ho promosso e a cui ho preso parte”, ha aggiunto Mugnai.

La Lega soddisfatta per la nuova inchiesta sul Forteto

“Apprendiamo con viva soddisfazione che è stato finalmente dato il via libera all’istituzione di un’apposita commissione parlamentare d’inchiesta, la quale avrà il
compito di accertare fatti e circostanze relativi al famigerato Forteto”. Lo afferma Jacopo Alberti, consigliere regionale della Lega Nord in Toscana ed ex componente della commissione ad hoc. “In particolare – prosegue il consigliere leghista – lo stesso organo dovrà verificare come mai pubbliche amministrazioni ed autorità giudiziarie abbiano continuato ad avere rapporti con la stessa comunità mugellana, nonostante i vari provvedimenti giudiziari riguardanti abusi sessuali e maltrattamenti di ogni tipo che si sarebbero perpetrati all’interno della struttura di Vicchio”. “Sono convinto – conclude Jacopo Alberti – che la nuova commissione, considerati gli indubbi poteri ispettivi, di cui non era dotato l’organo regionale, potrà, dunque, squarciare il velo di omertà che ha colpevolmente permeato il Forteto”.

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