Parisi: «Niente larghe intese, noi non ci suicidiamo. Sarebbe un regalo al M5S»

3 Nov 2016 12:12 - di Guglielmo Federici

“Io non sono in Parlamento ma credo che sarebbe un errore per il centrodestra sostenere un governo di grande coalizione prima delle elezioni: sarebbe un suicidio politico, un regalo al movimento cinque Stelle e anche a Salvini. Il 5 dicembre – sia che vinca il Sì sia che vinca il No – bisogna pensare a fare una legge elettorale e poi andare al voto». Lo afferma uno Stefano Parisi a tutto campo a Studio 24 su Rainews 24 spaziando  dal referendum alle elezioni, dalle riforme al futuro del centrodestra. Su questo aspetto è categorico: «No, non ci andrò», risponde subito alla domanda maliziosa di  chi gli chiede se il 12 novembre andrà a Firenze alla manifestazione promossa da Salvini contro il refefrendum, a cui sono invitati anche gli altri partiti del centrodestra.

 Parisi: nuova strategia per mettere all’angolo il M5S

Chiarito ciò, il tema che gli preme di più -e preme di più all’elettorato moderato – è il futuro del centrodestra, un tema che deve tornare da subito  all’ordine del giorno. «Io credo che l’idea che noi dobbiamo costruire un modello elettorale perché c’è un tripartitismo sia sbagliata», è il suo ragionamento. «Se il centrodestra e il centrosinistra hanno programmi seri, i Cinque Stelle sono al 10%». Ne è sicuro Stefano Parisi che anche in questi giorni si è battuto per esortare i suoi interlocutori a pensare a una strategia nuova anziché incartarsi sulle larghe intese. «Noi – prosegue – dobbiamo avere una legge elettorale che consenta alla maggioranza degli italiani di essere rappresentata in Parlamento. Questi premi di maggioranza invece fanno sì che gli italiani hanno la percezione che andare a votare sia inutile. A me piace il sistema tedesco: non si dà la sfiducia al governo se non c’è alternativa, ma è proporzionale e quindi la maggioranza è rappresentata. Questa affermazione che si ripete spesso, ossia che bisogna sapere chi sia il Presidente del consiglio la sera delle elezioni…non sta né in cielo né in terra. Ma quando mai! Questa ipotesi si ha solo con l’elezione diretta del Presidente della Repubblica ma quella è un’altra storia». 

«I governi di grande coalizione non mi convincono», chiarisce il suo pensiero Parisi. Intanto perché questo modello é in crisi in Austria come in Olanda, e mostra la corda anche in Germania, eppoi percheé proprio questa soluzione sta alimentando l’antipolitica. Quando invece si confrontano due piattaforme programmatiche alternative, come è  accaduto a Milano, le forze antisistema vengono marginalizzate».

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