Il ricordo di San Giuliano di Puglia: 14 anni fa il crollo della scuola Jovine

31 Ott 2016 10:18 - di Elsa Corsini

«Il terremoto che ha colpito ancora le popolazioni dell’Italia centrale ci porta con maggiore commozione a ricordare le piccole vittime di San Giuliano di Puglia, a 14 anni da quel drammatico giorno». Così il presidente del consiglio regionale del Molise, Vincenzo Cotugno, nel giorno dell’anniversario del sisma che il 31 ottobre 2002 provocò il crollo della scuola elementare Jovine di San Giuliano di Puglia, in provincia di Campobasso, dove trovarono la morte 27 bambini e di una maestra.

Il ricordo di San Giuliano di Puglia

«Le immagini di crolli di edifici, delle macerie per le strade dei borghi più caratteristici del nostro Paese, delle migliaia di persone sfollate dai luoghi dove hanno trascorso la loro esistenza – ha commentato Cotugno –  infonde in tutti noi una grande emozione, ma anche la volontà di contribuire, in qualsiasi forma, con gesti di solidarietà che possano in parte lenire le odierne sofferenze». Il Molise ha vissuto il dramma di San Giuliano di Puglia che ancora oggi, a 14 anni di distanza, rimane un segno incancellabile nella nostra memoria, ma soprattutto nella vita di chi ha perso gli affetti più cari, come un figlio o un nipote. «Allora, per San Giuliano di Puglia  – prosegue il presidente del consiglio regionale molisano – le istituzioni si mossero con grande velocità nel tentativo di riportare quanto più velocemente alla normalità una popolazione distrutta dalla perdita di un’intera generazione di ragazzi. La fase della ricostruzione è ancora in corso, l’auspicio è che in breve tempo i segni del sisma, quelli materiali, siano definitivamente cancellati. Ma la paura e lo sconforto che abbiamo scorto dai volti della gente che da due mesi sta convivendo con il dramma del terremoto ci porta a considerare con maggiore forza la necessità della prevenzione e della sicurezza degli edifici, pubblici e privati».

La messa in sicurezza

A ventiquattr’ore dal terremoto che ha colpito l’Italia centrale e sventrato la cattedrale di San Benedetto a Norcia, ha detto ancora, «dobbiamo avere il coraggio di ammettere che la maggior parte delle costruzioni, tra le quali molti edifici scolastici, non sono sicure dal punto di vista sismico. Occorre mettere in atto azioni tese a riconsiderare le priorità dell’intero Paese, che non possono non coincidere con la sicurezza e la tranquillità della popolazione italiana. San Giuliano ha insegnato a tutti che solo le azioni dell’uomo possono portare un terremoto ad essere mortale, oppure,come accade in tanti altri Paesi che convivono con questo incubo, decisive per salvare migliaia di vite umane».

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