L’icona nera dei diritti civili vota per Trump. E i media lo processano

23 Ott 2016 17:23 - di Robert Perdicchi

L’icona della lotta per i diritti civili negli anni ’60, l’afroamericano Clarence Henderson, si schiera con Donald Trump. E su Twitter è sommerso dalle critiche, accusato di aver tradito la battaglia e abbandonato i principi per cui ha combattuto. “Donald Trump non è certamente un politico. I politici non hanno grande valore, ma i leader sono inestimabili”, ha detto in un’intervista all’Associated Press durante la quale ha respinto le critiche. “Non ci bado”, ha fatto spallucce. Henderson è apparso accanto a Trump in diversi comizi del candidato repubblicano, ricordando il suo passato. “Sono qui davanti a voi come una persona che sa quello di cui è fatta l’America, il buono e il cattivo. Non potrei vivere in un altro paese se non qui. L’America ha processato le leggi Jim Crow e le ha ritenute colpevoli di aver cercato di separare le razze. Sono qui per dirvi che siamo uniti”, ha detto in una delle sue ultime apparizioni con Trump. Henderson negli anni ’60, quando era studente universitario alla At&t University del North Carolina, partecipò ad un sit-in contro Jim Crow, le leggi statali per la segregazione razziale negli Stati del Sud, rimaste in vigore fino al 1965. La sua battaglia è salita alle cronache, elevandolo a simbolo della battaglia per i diritti civili. Nello scoprire che il partito democratico aveva creato le norme Jim Crow e che i repubblicani sostennero gli emendamenti costituzionali per l’abolizione della schiavitù, Henderson iniziò a votare per la destra. Ha votato per George W. Bush, e ha continuato a votare per i repubblicani anche quando Barack Obama è sceso in campo. Henderson ammette che Trump, fra i repubblicani, non è stata la sua prima scelta: avrebbe preferito Ted Cruz. Ma Trump ha ottenuto la nomination e Henderson si è schierato con lui. “Preferisco essere nella minoranza che è dalla parte della giustizia piuttosto che nella maggioranza che è dalla parte dell’ingiustizia perché ho vissuto una vita dove ho visto veramente cosa è l’ingiustizia”.

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