Le bugie di Tony Blair vengono a galla. Ma i suoi estimatori nostrani tacciono

7 Lug 2016 12:12 - di Mario Aldo Stilton

E così Tony Blair finisce nel fango. Il mitico esponente della sinistra dapprima britannica e poi mondiale riceve una condanna che lo manda dritto dritto nella colonnina dei cattivi della Storia. Le bugie forse non sono come la cacca, ma vengono a galla anch’esse. E siccome le bugie di Tony Blair per giustificare l’attacco all’Iraq di Saddam Hussein sono state raccolte e classificate dalla commissione Chilcot ne deriva che un mare di cacca, o solo di cattivi pensieri, debba aver invaso le menti dei tanti seguaci italici dell’ex leader del Labour Party. Perchè lui, Blair, per la sinistra italiana di Walter Veltroni era più di un esempio: un mito a cui guardare e tendere. Lo ricordate o l’avete dimenticato il costante rimando all’azione politica di Tony Blair che il Walterino nostro ci illustrava in ogni momento? Fiumi di parole e di inchiostro per quella “terza via” che avrebbe dovuto essere la Panacea anche per l’Italia. Anche quel burlone di Romano Prodi, quello che ci ha fatto pagare una tassa per farci massacrare da Merkel e soci, era entusiasta di Balir. E ovviamente tutti i grandi gruppi editoriali: Corriere della Sera, La Stampa, Repubblica, Sole 24 Ore. Analisi, resoconti, inchieste, reportage sull’Inghilterra che grazie a Tony Blair aveva chiuso con la Lady di Ferro, Margaret Thatcher, e si incamminava verso un radioso futuro. E via via a contare e ad aggiungere proseliti, sino a lambire o persino coinvolgere pezzetti di una Destra spesso condizionata e succube del nuovismo altrui. Tony Blair era il faro. Intellettuali e artisti, cineasti e sportivi. Ricordiamolo, che male non fa: un frullato di consensi da ingurgitare tutto d’un fiato. Più nulla si aveva da dire, più facile era la citazione di Blair e del suo carisma e della sua leadership. In mezzo ci stava pure un ragazzotto di Rignano sull’Arno; quel Matteo Renzi, che guardava anch’egli al blairismo quale possibilità politica e intanto ne assumeva persino alcuni connotati esteriori: a cominciare dalla camicia bianca con maniche rimboccate, con o senza cravatta rossa, da esibire nelle assemblee di partito. Tony Blair style. Così, adesso che il Tony Blair è bello che sputtanato, quelli di cui sopra tacciono. O minimizzano. O nascondono opinioni e pensieri. Ma la condanna senza appello è anche cosa loro.

 

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