Il crollo di MPS deciso a tavolino da tre fondi speculativi americani

22 Gen 2016 6:59 - di Redazione

Una gigantesca operazione montata a tavolino da alcuni grandi hedge fund americani ha rischiato di affondare Monte dei Paschi. Sembra quasi la trama di un film: i tre giorni che hanno fatto tremare il governo e allarmato seriamente Bankitalia, BCE e sistema bancario italiano sono il frutto di una spericolata scommessa messa in piedi da almeno tre fondi speculativi americani dall’enorme dotazione finanziaria. Difficile sapere i nomi, dato che sono controparti molto importanti in tutte le sale operative. Alla base di tutto, secondo quanto ricostruito, il calcolo fatto sulla garanzia pubblica ipotizzata per le sofferenze di Mps la scorsa settimana. Una percentuale tra il 18 e il 20% a carico della Cdp. Indiscrezione che ha trovato conferma m ambienti governativi, con il Mef che tiene da tempo un canale aperto con alcuni grandi hedge fund per la partita della bad bank, nell’ottica di trovare acquirenti per i prestiti non performanti delle banche italiane.

Renzi: “MPS è una banca risanata, ora è un ottimo affare comprarla”

Fatti due conti – si legge su “la Stampa” – dati i 24 miliardi di sofferenze nette della banca senese e i circa 10 miliardi di patrimonio netto, quella garanzia copre fino a 4/5 miliardi. Ne mancano una decina e dunque l’equity (il capitale, ovvero le azioni) di Mps vale zero. Da qui l’operazione: scommessa al ribasso sul titolo, scommessa al rialzo sul Cds Italia nella convinzione che un dissesto o una risoluzione di Mps avrebbe portato all’aumento dello spread italiano, e pronti comprarsi le sofferenze Mps che, se la scommessa fosse risultata vincente, avrebbe portato prezzi estremamente convenienti sulle quelle stesse sofferenze “coperte” dalla garanzia della Cdp. A questo punto, però, c’è ancora un piccolo problema: il divieto di vendite allo scoperto imposto dalla Consob. Problema facilmente aggirabile comprando da una delle banche «market maker» sulla Borsa Italiana del le opzioni Put sul titolo. A quel punto la banca deve “coprirsi” per le opzioni che ha venduto, e in qualità di market maker può vendere titoli allo scoperto senza incorrere in sanzioni per garantirsi sulle opzioni Put comprate dall’hedge fund. Lunedì parte l’operazione e a Piazza Affari il titolo affonda.

Lo spread dell’Italia torna a salire, con balzi come i venti punti registrati nella seduta di martedì.

Il crollo in Borsa del titolo Mps potrebbe essere stato deciso a tavolino da tre hedge fund americani che avrebbero scommesso su un intervento della Cassa Depositi e Prestiti. Nella seduta di ieri sono partite le ricoperture, con massicci acquisti di titoli e il prezzo che sale del 43% e chiude a 0,73 euro dai 51 centesimi della vigilia. La capitalizzazione torna a 2,14 miliardi e tutti possono tirare un respiro di sollievo. Il titolo scambia l’8% del capitale. Il Governo, con il premier Matteo Renzi che la definisce risanata e «un ottimo affare» per l’eventuale compratore. Bankitalia e BCE, allarmate da una crisi bancaria dagli esiti imprevedibili per tutti. La banca stessa, che intanto in un’ottica di trasparenza per rassicurare mercato e correntisti ha deciso di anticipare al 28 gennaio i conti del 2015 previsti per il 5 febbraio.

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