Sharm el Sheikh, voli sempre bloccati: l’odissea degli italiani in ferie forzate

7 Nov 2015 9:59 - di Bianca Conte

Anche da Mosca arriva lo stop ai voli da e per  Sharm el Sheikh: l’ipotesi della bomba è ormai accreditata su tutti i fronti, e la conferma dell’attentato dell’Isis al velivolo russo aumenta – se possibile – i disagi dei turisti bloccati nella località turistica egiziana, italiani compresi.

Italia a Sharm el Sheikh tra caos e resort

I nostri connazionali bloccati a Sharm el Sheikh al momento si dicono ancora tranquilli, se non fosse per la preoccupazione dei loro famigliari a casa dopo lo schianto dell’aereo russo sabato scorso nel Sinai e lo stop ai voli di alcune compagnie aeree seguito alla conferma sempre piàù diffusa che sia stata una bomba a bordo la cuasa del disastro aereo. Nelle ultime ore erano circolate notizie rassicuranti sull’avvio del piano di rientro degli italiani grazie ad un volo della easyJet autorizzato a partire nella notte per Malpensa, peccato però che in serata sia giunto– puntuale – l’annuncio dell’annullamento del volo, con cui sarebbero dovuti tornare a casa ben 154 italiani. La compagnia ha fatto sapere che «malgrado questo problema sia al di fuori del nostro controllo», i clienti riceveranno assistenza e ospitalità in hotel. Così, a giudicare dalle reazioni registrate tra i turisti bloccati nei vari resort, sembra che il problema della partenza non rovini comunque la vacanza, anche laddove forzata e prolungata sulla scia di un sanguinoso attentato. «Il sentimento prevalente degli italiani ospiti nella nostra struttura è la tranquillità, sono invece i loro familiari in Italia ad essere preoccupati. Probabilmente sto affermando delle cose diverse da quelle che si leggono sui giornali, ma vi assicuro che qui la situazione è tranquilla», ha affermato, tra gli altri, Marika Porta, ufficio stampa del gruppo Domina a Sharm. «I nostri connazionali svolgono le normali attività che si fanno in vacanza. Giovedì sera, ad esempio, la National security egiziana non ha bloccato la nostra escursione della cena nel deserto del Sinai. Altre volte è accaduto che in situazioni di emergenza le escursioni venissero bloccate, ma questa volta no. Gli italiani stanno bene e ripeto, l’unica preoccupazione è quella dei loro familiari».

La vacanza “forzata” prosegue

Dunque, a dispetto della cornice che è quella che rimanda ai giorni di un “dopo strage” – un eccidio di cui è sempre più innegabile la matrice del terrorismo islamico – turisti e tour operator sembrano accusare il colpo con disinvoltura. Anche Riccardo Rosignoli, tra gli altri, general director di Domina, ha tenuto a precisare infatti che l’aria che si respira è abbastanza tranquilla e che, per esempio, nella struttura di sua competenza «è presente un corpo di ballo di 40 ragazzi, tra animatori e ballerini italiani e russi» e che, «diversamente da altre situazioni, ad esempio, durante la rivoluzione del 2011, nessuno dei loro genitori questa volta ha contattato l’albergo per fare ritornare i figli a casa». La stagione balneare prosegue dunque con i suoi ritmi. «La situazione è calma, in realtà il vero problema è quello che ci arriva dai media italiani», prosegue Daniele Pasquali, uno dei tanti italiani in vacanza. «I miei familiari risentono del clamore mediatico, ma quando raccontiamo loro come stiamo si tranquillizzano». Qualche preoccupazione, invece, per i rientri aerei con i ritardi e le cancellazioni di alcuni voli esiste e non sarebbe il caso di rinnegarla. «Giovedì sera, per esempio, sarei dovuto tornare in Italia con la Turkish Airlines, che però mi ha annullato il volo; spero di ripartire a breve. Posso dire che mi sono fatto un giorno di vacanza in più, ma non sono nervoso». E identiche emozioni confessa da Bruno Pilan: «Siamo in spiaggia, la temperatura è gradevole, nessuno è chiuso in camera, mentirei a dirlo. C’è qualche problema con qualche volo per quelli che devono rientrare, come ad esempio in Gran Bretagna, ma abbiamo visto che easyJet ha ripreso a volare».

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