Lega, «non luogo a procedere» per le Camicie verdi. Dopo appena 20 anni…

18 Nov 2015 13:49 - di Viola Longo
camicie verdi lega

Il pm le aveva accusate di «aver promosso costituito, organizzato o diretto un’associazione di carattere militare», ma il gup di Bergamo ha stabilito il non luogo a procedere. Niente processo, dunque, per le 31 camicie verdi appartenenti alla cosiddetta “Guardia nazionale padana”, sotto inchiesta ormai dal 1996.

Quando il Parlamento “assolse” i big della Lega

Si chiude così una vicenda che dura da un ventennio e che aveva visto tra gli indagati anche i big del Carroccio, da Umberto Bossi a Roberto Maroni, da Francesco Speroni a Roberto Calderoli, fino a Mario Borghezio, Giancarlo Pagliarini e Marco Formentini. Per loro il proscioglimento arrivò perché Camera e Senato avevano decretato «l’insindacabilità delle condotte degli imputati parlamentari», ritenendo che «l’associazione “camicie verdi” non fosse che un servizio d’ordine simile a quelli organizzati da altri partiti in occasione dei comizi o delle manifestazioni di piazza». Benché si debbano attendere 30 giorni per conoscerne le motivazioni, è facile immaginare che il gup sia giunto a conclusioni simili.

Vent’anni d’inchiesta per le altre Camicie verdi

Per i 31 indagati non parlamentari, tutti lombardi, l’inchiesta era andata avanti per le vie e, soprattutto, con i tempi dell’ordinaria giustizia italiana: nel 2010, a Verona (dove risiedeva la maggior parte dei coinvolti), era arrivato il primo rinvio a giudizio. Poi, a 18 anni dall’inizio delle indagini, la competenza era passata al tribunale di Bergamo: nel settembre del 2014, il tribunale di Verona aveva accolto l’eccezione di incompetenza territoriale presentata dall’avvocato di uno degli accusati e basata sul fatto che l’atto costitutivo dell’associazione era stato siglato a Pontida nel giugno del 1996, durante uno dei raduni del Carroccio. Fu in quell’occasione, infatti, che venne fondato il “Comitato di liberazione della Padania” che – si leggeva nello statuto – «si dota di un servizio d’ordine organizzato nell’ambito dei territori della Padania, che viene denominato Camicie verdi». Il debutto della “Guardia nazionale padana” avvenne, poi, pochi giorni dopo a Stezzano, sempre nella Bergamasca. Negli ultimi anni il processo era tornato più volte in udienza preliminare, in attesa dei pareri delle Camere, della Corte costituzionale e dell’assemblea di Strasburgo. E ogni volta i termini venivano sospesi finché ora, a quasi vent’anni dall’avvio dell’inchiesta, si è chiuso con un nulla di fatto.

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