Il Pd sbaglia anche quando copia le proposte del Cav. E sul web non se lo fila nessuno

12 Mar 2013 18:23 - di Francesco Signoretta

Il match è sempre stato truccato, fin dal primo giorno della campagna elettorale. Sul ring sono saliti  i pugili che, in uno strano gioco di alleanze, hanno praticato il “due contro uno”, che è da cartellino rosso in qualsiasi sport, anche se quell’uno ha dimostrato di sapersi difendere benissimo. Ma non c’è stato solo gioco scorretto: il match ha avuto un arbitro di parte, un collegio giudicante ancora più di parte e la grande stampa pronta a sparare sempre su quell’uno. Adesso, archiviate le elezioni, qualche verità si può dire e Bersani sta tirando fuori dal cilindro quelle idee che – neppure un mese fa – erano state bollate come coglionate solo perché messe in campo da Berlusconi, definito pifferaio, imbonitore, addetto alle televendite, bugiardo, irresponsabile e chi più ne ha più ne metta.  Invece, le teste d’uovo del Pd hanno consigliato a Bersani le proposte economiche andando a scopiazzare il Cav con qualche piccolo correttivo, cambiando qualche parola, proprio come si fa a scuola con i compiti passati di nascosto dal primo della classe. Arrivano gli otto punti e la pubblicazione del documento sul sito del Pd: adesso sappiamo perfino che il centrosinistra vorrebbe esentare dal pagamento dell’imposta l’80 per cento dei possessori della prima casa. Non solo. Anche su occupazione, lavoro, crediti delle imprese nei confronti della Pubblica amministrazione, prelievo Irpef , investimenti e redditi bassi si segue la stessa strada. Paroloni dietro cui c’è praticamente poco o nulla. Idee poche e confuse, soldi pochi, mancanza di copertura e molto altro. Intanto si apre una consultazione online con un questionario che dovrebbe consentire ai cittadini di contribuire alle decisioni finali. Ma i contributi che arrivano sono pochi. Dallo scorso venerdì, data in cui è stato messo online  il primo punto (corruzione e falso in bilancio) i contributi sono stati appena 12mila. Pochi aficionados e non tutti entusiasti. Con falso in bilancio e corruzione non si  mangia e il resto è tutto un programma. Un esempio? È presto detto. In materia di mercato del lavoro si perservera nell’errore compiuto dalla Fornero con l’aiuto della Camusso e dello stesso Pd. Bersani annuncia che l’obiettivo è rendere il lavoro a tempo indeterminato meno costoso di quello a tempo determinato per favorire i contratti veri rispetto a quelli precari. Non tiene conto, però, che il problema di questo momento è che il lavoro non c’è e che le aziende chiudono. E se non c’è occupazione ha poco senso alzare o abbassare le asticelle  per dividersi quel poco che viene messo in tavola: bisogna aumentare la torta. E qui, come al solito, il Cavaliere anticipa la strada. Il Pdl, infatti, propone di azzerare i costi per le imprese che assumono giovani. Perché non si tratta di sostituire il lavoro con altro lavoro, ma di crearne di nuovo. Fino a che chiudono mille imprese al giorno, infatti, è difficile dare opportunità occupazionale agli attuali tre milioni di disoccupati.

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