Terremoto giudiziario nel Pd siciliano: arrestato per corruzione il vicesindaco di Erice

venerdì 1 febbraio 19:50 - di Guido Liberati

Con l’acccusa di corruzione e abuso d’ufficio, i carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Trapani, hanno arrestato all’alba di oggi il vicesindaco di Erice Salvatore Angelo Catalano, che è ai domiciliari. L’arresto è avvenuto nell’ambito di una inchiesta condotta dai carabinieri sulle vicende amministrative del piccolo Comune di Erice. Nei giorni scorsi sono stati anche sequestrati atti e documenti.

Imbarazzo nelle giunte Pd di Erice e di Trapani

L’inchiesta rischia di avere reazioni politiche gravi. Catalano, uomo di fiducia del sindaco Daniela Toscano come del suo predecessore e attuale Sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida, è un uomo legato a doppio filo con il Pd. La giunta di centrosinistra rischia quindi di saltare in maniera fragorosa. Catalano era stato indagato nel giugno del 2018 per reati che secondo l’accusa sarebbero stati commessi tra il 2016 ed il 2017. Si tratta di uno dei filoni d’indagine su cui sta lavorando la Procura, che ha passato a setaccio, appalti e affidamenti diretti di opere pubbliche. Ma il vicesindaco aveva sempre negato di essere coinvolto.

“Il vicesindaco di Erice ha agito con spregiudicatezza”

Le indagini “hanno permesso di accertare”, come afferma il Gip nel provvedimento, ”una pluralità d’illeciti attuati da Catalano, con spregiudicatezza e disprezzo verso l’amministrazione d’appartenenza, derivante dal fatto che, essendo ormai abituato al potere ed a servirsi del proprio ruolo, ha realizzato interessi personali e privati, ritenendosi al di sopra della legge, tanto da non temere verifiche e controlli”. In queste condotte illecite, “ricorrendo all’inganno e mettendo in secondo piano il pubblico interesse, in concorso con taluni appartenenti all’amministrazione comunale ericina, nonché alcuni consiglieri comunali, Catalano manipolava imprenditori che, pur di accaparrarsi appalti per conto dell’amministrazione, distoglievano risorse pubbliche per gli interessi personali di Catalano o per quelli di taluni consiglieri comunali vicini allo stesso”.

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