Salta il premio a Curcio, la reazione di Silvestris: “Sarebbe stata una vergogna” (video)

14 Dic 2018 14:53 - di Carlo Marini

Sergio Silvestris, già consigliere regionale e parlamentare europeo di Forza Italia, aveva minacciato una protesta clamorosa se il fondatore delle Brigate Rosse Renato Curcio avesse partecipato a una manifestazione organizzata da un’associazione culturale a Orsara, nel foggiano. «Il fondatore delle BR Curcio avrebbe dovuto ricevere una targa nel municipio di Orsara sabato 15 dicembre. Sarei andato in prima fila ad impedire questa vergogna assoluta» ha detto Silvestris. Secondo quanto ricostruito, gli organizzatori Curcio avrebbe dovuto ricevere una pergamena che ricorda il sacrificio di suo zio Armando, giovane partigiano morto in guerra, originario del piccolo comune sui Monti Dauni. «Fortunatamente la cerimonia è stata annullata. Me lo ha detto il sindaco di Orsara, Tommaso Lecce, che ho chiamato al telefono» ha concluso Silvestris.

 

La protesta di Maurizio Gasparri

Sulla vicenda, il primo a intervenire era stato il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri: «Porterò in Parlamento la scandalosa e intollerabile vicenda che vede protagonista il sindaco di Orsara di Puglia, Tommaso Lecce, che il 15 dicembre premierà Renato Curcio, fondatore delle Brigate rosse, che seminarono morte e terrore nel nostro Paese. Nella incredibile vicenda è coinvolta anche l’Associazione partigiani d’Italia, che consegnerà una pergamena a Curcio in ricordo di uno zio partigiano».  «Giusto ricordare le vittime della guerra civile, ma è pazzesco -avverte- tributare al fondatore di una banda di assassini un qualsiasi riconoscimento a chiunque sia rivolto. Le Brigate rosse hanno ucciso carabinieri, magistrati, giornalisti, cittadini ritenuti nemici politici, manager, e hanno riempito di sangue le strade d’Italia. Chiedo al ministro dell’Interno di valutare se sussistano motivazioni per rimuovere nella giornata di domani il sindaco di Orsara e per vietare, per ragioni di ordine pubblico, la mortificazione di una così assurda ‘cerimonia’. All’Anpi chiedo pubblicamente di rinunciare con immediatezza a consegnare pergamene o quant’altro a un capo terrorista. Trovino altre occasioni e altri interlocutori per ricordare chi morì negli anni ’40», aveva concluso l’ex ministro azzurro. Un’iniziativa, fortuntamente, definitivamente abortita.

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