Firenze, 6 anni di violenze: albanese picchiava la moglie fino a farla svenire

giovedì 6 dicembre 14:41 - DI Gianluca Corrente

Per sei anni ha picchiato la moglie, spesso alla presenza dei figli piccoli, per ottenere denaro da spendere nel gioco d’azzardo. Una delle ultime volte il marito aveva preso a pugni la donna, colpendola alla testa, tanto da farla svenire. Meno di 6 mesi fa, la moglie ha trovato il coraggio di denunciare le violenze ai carabinieri e di mettere così fine all’inferno familiare. Nella serata di ieri i carabinieri del nucleo investigativo di Firenze hanno arrestato, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Firenze, un 42enne albanese, operaio, con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate commesse sulla moglie alla presenza dei figli minorenni. L’attività d’indagine è stata avviata dai militari lo scorso mese di giugno, quando una donna albanese, residente a Firenze, dopo anni di tacita sopportazione, ha deciso di raccontare agli inquirenti i soprusi e le violenze subite dal marito.
Prendendo le mosse dai fatti riferiti nelle denunce, i carabinieri, coordinati dai magistrati del pool specializzato nei reati contro le fasce deboli costituito in seno alla Procura della Repubblica di Firenze, hanno raccolto numerosi elementi circa le condotte illecite del marito, poste in essere sempre all’interno delle mura domestiche, anche alla presenza dei due bambini della coppia. Le indagini hanno permesso di accertare che l’uomo, in un arco temporale di oltre sei anni, aveva «adottato in maniera abituale e sistematica comportamenti violenti e vessatori, connessi alle continue richieste di denaro rivolte alla moglie per soddisfare i propri bisogni di gioco d’azzardo». In alcune occasioni, «nell’arco degli ultimi anni, aveva percosso la moglie alla testa con tale violenza da farle perdere i sensi». In seguito alle prime denunce, nel mese di ottobre all’uomo è stata applicata una prima misura cautelare che gli ha imposto l’allontanamento dalla casa familiare ed il divieto di avvicinamento alla moglie e figli; incurante delle prescrizioni, l’operaio ha tuttavia proseguito con le minacce, perseguitando la donna al telefono e avvicinandola sul luogo di lavoro. Sulla base di queste ultime evidenze, il giudice per le indagini preliminari ha concordato sulla necessità di aggravare la misura cautelare. L’uomo, incensurato, è stato arrestato ed accompagnato nel carcere di Sollicciano.

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