Poteri forti scatenati contro l’Italia: Draghi a gamba tesa e Fmi minaccioso

Oggi i poteri forti si sono scatenati contro l’Italia. L’occasione è stata fornita dal meeting del Fmi in corso a Bali, in Indonesia. I banchieri più potenti del globo si sono dati convegno lì, circostanza che ha fornito un’occasione unica per scaricare una salva di minacciosi avvertimenti e duri rimproveri contro l’Italia. Il tutto, naturalmente, nel linguaggio para-curiale dei dignitari globali, che sono soliti lanciare le loro minacce sotto cumuli di salamelecchi.  Così Mario Draghi, anch’egli a Bali La forma è soft, ma la sostanza è un intervento a gamba tesa in piena regola contro l’Italia.

«La crescita ampia e attualmente in corso richiede la ricostituzione dei buffer fiscali»,  esordisce il  presidente della Bce, che poi avverte; «Questo è di fondamentale importanza nei Paesi in cui il debito pubblico è elevato e per i quali la piena adesione al Patto di stabilità e crescita è fondamentale per avere bilanci sani. Resta essenziale l’attuazione trasparente e coerente del quadro di governance fiscale ed economica dell’Ue, nel tempo e tra i vari Paesi» . Per Draghi, inoltre, nei paesi dell’Eurozona «è necessario rafforzare l’attuazione delle riforme strutturali». Per questo richiama i governi a «fare di più».  Riforme strutturali “insufficienti”?  Detto da Draghi, equivale alla richesta di ancora più sudore e di ancora più lacrime, come se non  bastassero tutti i sacrifici che sono stati richiesti agli italiani negli ultimi anni.

Meno diplomatico e più minaccioso l’avvertimento del Fondo monetario internazionale, che ha parlato attraverso Poul Thomsen, capo del dipartimento europeo  del Fmi.  L’Italia deve rispettare le regole dell’Unione europea con la sua legge di bilancio del 2019 e costruire un buffer di liquidità per attutire la prossima crisi economica.. «Pensiamo che un allentamento fiscale di tale portata in Italia nelle attuali circostanze non sia corretto», ha affermato Thomsen. Critiche anche alla manovra economica in discussione, che «va in direzione opposta rispetto ai suggerimenti del Fmi», secondo Thomsen. «Credo seriamente che per diverso tempo non sia stato seguito il consolidamento di bilancio che ha portato l’Italia a crescere sotto il suo potenziale». «Non è il momento di allentare le politiche» di bilancio, ha aggiunto Thomsen, per il quale un gruppo di Paesi, tra cui l’Italia, ha «margini limitati».