Grillo e gli Asperger: non sono autistici e certo sono più intelligenti di lui…

Il comico-politico Beppe Grillo ha come sempre suscitato un putiferio con le sue dichiarazioni sulla sindrome di Asperger e in generale sugli autistici. Per ignoranza – sua – ha confuso le due patologie, che sono solo lontanamente imparentate, almeno a quanto se ne sa. Giustamente Giorgia Meloni gli ha fatto rimarcare subito l’errore, sottolineando che Grillo non sapeva di cosa parlava: “Ti consiglio la lettura del romanzo Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte raccontato in prima persona da un ragazzo con la sindrome di Asperger. Scoprirai che si parla di persone spesso molto intelligenti. Anche più di certi esponenti politici…”, ha infatto scritto su Facebook la leader di Fratelli d’Italia. Tutto vero, ma vanno chiarite alcune cose: innanzitutto il fatto stesso che Grillo abbia fatto una parziale retromarcia sulle sue sparate, indica che si è reso conto i essere stato maleinterpretato, e usiamo un eufemismo. Però è altrettanto vero che c’è stato chi, come il Pd e Renzi in particolare, non ha esistato un attimo a strumentalizzare le sue – dissennate – parole per montare una polemica politica ad arte, cosa nella quale la sinistra è da sempre maestra. Basta gettare fango sull’avversario di turno, denigrarlo, insultarlo, come insegna la dottrina marxista, per poi raccogliere, anzi, tantare di raccoglierne, il ritorno politico.

Sinistra in perfetta malafede

Che la sinistra sia in perfetta malafede, infatti, lo dimostra il fatto che Renzi e compagni si siano gettati a capofitto sulle dichiarazioni del comico, estrapolandone soltato quelle parti che potevano sollevare le masse, per così dire. Replica infatti Grillo: “Non vi lasciate strumentalizzare da chi ha perso il sostegno in cabina elettorale senza mai avere riflettuto su quanto di buono avrebbe potuto per il suo Paese”. “Non è certo la prima volta – scrive il fondatore del M5S – che le mie parole vengono rese strumenti, amplificatori speciali per sorde orecchie benpensanti. Sorde, con tutto il rispetto per chi ha problemi di udito. Sorde, con tutto il rispetto per le voci che chiedono un sostegno convincente, che non sia soltanto la fondazione dell’ennesima associazione di dotti e sapienti. Nessuno vuole davvero essere protagonista del dolore, a meno che da questo non tragga vantaggio in qualche modo”. E sottolinea: “Quando mai un comico cita delle patologie, o qualsiasi altra cosa molto seria, se non con l’intento di usarne la chiave metaforica? Non lasciamo insultare le nostre intelligenze: in realtà queste sono parole che non vanno proprio pronunciate, come la parola povero, se non per scattarcisi vicino un selfie”. E conclude: “Davvero pensate che un comico debba fare lo slalom del vocabolario? Non esiste il politically correct nel mio mestiere, se vuoi essere davvero un comico. Continuerò ad utilizzare metafore”. Quindi, quello di Grillo era solo un linguaggio figurato, che la sinistra ha capovolto per insultarlo. Ma ci siamo abituati da oltre ottant’anni a questo ignobile modo di stravolgere la realtà da parte della sinistra. Quanto poi alla sindrome di Asperger, cosa ben diversa dall’autismo, ha ragione la Meloni: spesso gli affetti da tale sindrome, sconosciuta sino agli anni Novanta e a tutt’oggi non ancora ben conosciuta, sono molto intelligenti, anche se sono concentrati su problematiche settoriali, specifiche. Insomma,si concentrano su alcune cose anziché su altre e generalmente hanno problemi di socialità; insomma, hanno problemi a relazionarsi col prossimo, che non è poi sempre un male…