Desireée, gli africani fecero la fila per stuprarla. Si cerca Marco, il pusher italiano

L’orrore, prima, durante e dopo. Le indagini proseguono e spunta anche un italiano tra i ricercati dagli inquirenti che indagano sulla morte di Desirée Mariottini: sarebbe Marco il nome fornito da altri testimoni presenti quel giorno all’interno dello stabile abbandonato di San Lorenzo: sarebbe lui il fornitore delle pasticche di psicofarmaci che sarebbero state usate per comporre il mix con cui la 16enne è stata stordita.

Intanto spuntano dettagli raccaopriccianti sulle ultime ore della ragazza. Non aveva soldi per pagare la droga, ecco perché fu costretta a rivolgersi al branco di africani che le danno l’eroina, attendono che si assopisca poi la stuprano a turno, facendo la fila per poter abusare della 16enne: un altro stupro. “Di fatto secondo quanto raccontato dal bulgaro c’era una vera e propria fila per poter abusare della povera Desy”, scrive oggi Il Giornale.

Secondo i giudici in quel container c’era, come anche sottolinea il Tempo, un vero e proprio via vai per abusare del corpo di quella ragazzina. “Mero oggetto di soddisfazione sessuale”, scrive il gip nell’ordinana che conferma il carcere per i senegalesi Brian Minteh e Mamadou Gara, il nigeriano Alinno Chima e il ghanese Yusif Galia.