Cultura, crescono i consumi (+3,1%). Ma si allarga la forbice tra Nord e Sud

Consumi culturali in crescita. L’aumento, del 3,1 per cento per un valore di 31 miliardi, si registra per il quarto anno consecutivo. In compenso,  resta ancora molto alto però il numero degli adulti italiani culturalmente inattivi (38 per cento), soprattutto nel caso di teatri (80 per cento) o concerti classici (90), con il picco nel Mezzogiorno, dove questo dato riguarda ben 8/9 cittadini su 10. Ad illustrare luci e ombre del mercato culturale italiano, il 14° rapporto annuale di Federculture 2018 a Milano. Un’Italia che vola a due velocità diverse, come dimostra il dato delle spese per la cultura per ogni famiglia: al nord è in media di 150 euro, al sud di 90, con i due casi estremi di Trentino Alto Adige (191 euro) e Sicilia (66 euro).

Federculture: 4 adulti su 10 restano inattivi

Purtroppo, a leggere il messaggio del titolare dei Beni culturali Alberto Bonisoli, viene da chiedersi se il ministro abbia realmente afferrato il significato drammatico che emerge dai dati di Federculture. Perché se l’Italia che legge o che “consuma” cultura è così diversa tra Nord e Sud, la risposta del governo non può la «maggiore autonomia» vagheggiata dal ministro per permettere «a ogni museo di gestirsi al meglio». Almeno da Roma in giù questa ricetta non sembra sortire gli effetti sperata. Se è così, va cambiata, semmai centralizzando e non continuando a delegare, in nome di una malintesa autonomia, a chi non sa farla funzionare.

L’incremento dei consumi di cultura è pari a 31 mld

Ma torniamo al rapporto. Per la prima volta vi vengono inseriti i dati dei bilanci delle principali istituzioni museali italiane (fondazioni pubbliche e musei statali autonomi), dai quali emerge che il modello principale di gestione è quello definito “commerciale”, basato soprattutto sui ricavi dalle vendite, dato che i contributi pubblici incidono solo marginalmente: i casi esaminati hanno un grado di autofinanziamento che oscilla tra il 62 e il 75 per cento. L’Art Bonus, che lo stesso Bonisoli ha già fatto sapere che sarà attivo anche nel 2019, ha raggiunto e superato i 264 milioni di euro, anche se di questi ben l’80 per cento è concentrato nel Nord. Nel caso specifico di Milano, Monza Brianza e Lodi le imprese culturali sono circa 17mila, di cui 15mile nel capoluogo lombardo: dato che fa registrate un +2,3 per cento in un anno. Dati che fanno dire a Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi, che «investire nella cultura ha un doppio valore, perché si investe sulla conoscenza e sull’economia».