“Eroi d’Italia” in mostra ad Atreju: dalla Grande Guerra alle trincee di oggi

Eroi d’Italia 1918-2018: è il titolo di una delle due mostre fotografiche allestite nel villaggio di Atreju nella splendida cornice dell’Isola Tiberina, in mezzo al fiume Tevere che dette i natali a Roma. E’ un percorso lungo un secolo, quello rappresentato dagli otto maxipannelli in mostra, che ha come filo conduttore l‘identità italiana testimoniata dalle gesta storiche della Prima guerra mondiale così come dalle vite esemplari di grandi italiani in tempo di pace.

Gli eroi d’Italia in mostra ad  Atreju

“L’Italia esiste dove c’è ancora qualcuno che sventoli fiero il tricolore” è il leitmotiv della galleria fotografica dove alle immagini di eroi di guerra vengono associati personaggi di attualità. Il coraggio e il valore dei Carabinieri nella Grande Guerra sono accostati all’eroismo di Capitano Ultimo che arrestò il super-boss Totò Riina; gli artisti per l’Italia al fronte (nella foto uno straordinario Arturo Toscanini) è in compagnia della soprano Nausicaa Policicchio, indimenticabile voce della lirica italiana nel mondo, recentemente scomparsa; i soldati impegnati sul fronte della Prima Guerra mondiale tra le macerie del terremoto della Marsica sono idealmente accostati ai volontari della Protezione civile impegnati a portare nelle zone del Cratere “cibo, materiale sanitario, cibo e… il tricolore”; l’eroe di guerra Enrico Toti, che, senza una gamba, continuò a bombardare le trincee nemiche austriache, è insieme al campione olimpico Alex Zanardi, pilota e paraciclista. E ancora: le “portatrici della Carnia” sono insieme alle moderne “madri coraggio”, i “ragazzi del 99” sono con i giovani italiani che resistono alle sirene della fuga all’estero e rimangono, non si arrendono, dando fondo alla fantasia e al talento, braccia e cervelli.

Un’altra mostra punta i riflettori sulla schizofrenia e le contraddizioni del politicamente corretto: “Nero business”, sottotitolo “un mare di ipocrisie”, fotografa le macerie lasciate sul campo da multiculturalismo, relativismo e buonismo sul terremo minato dell’immigrazione e della globalizzazione.