Rai, Gasparri alla Lega: «Spaccarsi sulla presidenza sarebbe una follia»

Perdersi e mai più ritrovarsi per una poltrona, seppur prestigiosa come quella della presidenza Rai? Da qualche giorno l’interrogativo inquieta il centrodestra. E domani si vota in Commissione di vigilanza, dove occorre una maggioranza di 2/3 per far passare il nome di Marcello Foa, già firma di punta del Giornale. Una mission quasi impossible se solo si considera che sul tema la coalizione è tutt’altro che un reggimento prussiano: con Lega è con Foa, Forza Italia contro mentre FdI spera nel cambio di cavallo da parte di Salvini. La spaccatura è davvero dietro l’angolo. «Sarebbe una follia», si lascia scappare a meno di 24 ore dalla'”ora x” Maurizio Gasparri, parlamentare di lungo corso, membro della Vigilanza e soprattutto padre della legge che dal 2004 detta le regole al settore radiotelevisivo pubblico e privato.

Gasparri è il padre della legge che regola il settore tv

«Mi auguro che non ci sia alcuna rottura – aggiunge -, c’è una visione diversa rispetto a una procedura». La procedura cui Gasparri si riferisce è quella che prevede la maggioranza qualificata per ratificare la designazione del presidente dell’azienda di viale Mazzini. Una norma concepita per “obbligare” maggiorana ed opposizione a convergere su un nome condiviso. «Oggi invece – costata l’ex-ministro – il vincolo del confronto democratico è stato eluso», ragione per cui si augura «che chi ha sbagliato se ne renda conto e che questo non incida sui rapporti futuri con la Lega».

«Il problema non è Foa, ma il metodo scelto da Salvini»

Il contenzioso, quindi, non è sul nome di Foa («non so chi sia: può essere un genio, può essere bravo…», ha precisato Gasparri), bensì sul percorso: «Nessuno nel mio partito – ha ricordato l’esponente forzista – si è posto il problema della persona. Peraltro ci hanno detto che ha lavorato al Giornale, che era allievo di Montanelli… Tutti allievi di Montanelli. Poi Montanelli aveva un giornale grande, non so quanta dimestichezza avesse…Il problema – ha concluso Gasparri, «è il metodo: quando c’è il quorum qualificato ci si parla».