Droga, 26mila piante di marijuana sequestrate nei campi della ‘ndrangheta (video)

Diciotto persone arrestate, 21 indagate in stato di libertà, 18 perquisizioni, una dozzina di reparti di polizia e 200 agenti impegnati. Sono i numeri di una maxi operazione anti droga condotta dalla polizia, coordinata dalla procura distrettuale antimafia di Catanzaro, che ha portato alla scoperta e al sequestro a Vibo Valentia di 26mila piante di marijuana per un valore di mercato di 20 milioni di euro, smantellando una associazione dedita al narcotraffico guidata da Emanuele Mancuso, figlio di Pantaleone, noto come “l’ingegnere” ed esponente di spicco della ‘ndrangheta di Limbadi.

Dalle indagini, avviate nel 2015, è emerso come Mancuso fosse riuscito a creare delle vere e proprie piantagioni di marijuana, avvalendosi delle nuove tecnologie: dall’e-commerce ai droni. L’uomo comprava i semi di canapa indiana e il concime online e controllava i terreni tramiti droni. L’organizzazione di cui era a capo si occupava, dunque, di tutto il ciclo produttivo oltre che della vendita della droga: costruiva le strutture per piantare i semi, curava la germinazione e la fioritura delle piante, la crescita, la lavorazione e, infine, l’immissione sulle piazze di spaccio. Le varie attività erano assicurate da accoliti di Mancuso, ma anche da mano d’opera reclutata tra extracomunitari. Alle indagini hanno contribuito le dichiarazioni dello stesso Mancuso, diventato nel frattempo collaboratore di giustizia.

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