Bulli al Liceo Platone di Roma: l’incubo di una 15enne disabile

domenica 15 luglio 11:38 - di Adriana De Conto

«Bullizzata» dai compagni di classe tra la superficialità di insegnanti e preside. A denunciarlo i genitori della ragazza, una studentessa di 15 anni, che hanno presentato una querela contro il corpo docenti della sede distaccata del liceo Platone in via Nistri a Roma (zona Marconi).

La decisione di accusare insegnati e preside è stata presa dai genitori per difendere la figlia, affetta da un handicap motorio che ha smesso di curare terrorizzata dal pensiero della gogna dei compagni, come ricostruisce il Corriere della Sera. La ragazza sarebbe stata presa in giro pesantemente dopo un taglio di capelli maschile adottato. Da quell’istante ha cominciato a scatenarsi l’inferno sulla studentessa, con voci di sue presunte inclinazioni omosessuali. Additata con parole pesanti, la ragazza si è chiusa in se stessa mentre per tutto l’anno scolastico ha dovuto subire insultiu che si riferivano alla sua disabilità. Umiliazioni – secondo i genitori- ben note agli insegnati. L’atto d’accusa scritto dall’avvocato Eugenio Pini sostiene che non avrebbero mosso un dito in sua difesa. Non solo, la giovane, per i genitori, sarebbe anche stata vittima di dirette video offensive su Instagram durante le lezioni o di foto imbarazzanti postate sul social network.

Una brutta storia: a tradire la fiducia della ragazza sarebbe stata, per suo padre e sua madre, una compagna di classe, l’unica ragazza da cui mai la 15enne avrebbe creduto di venire umiliata perché entrambe sofferenti per menomazioni fisiche. Sarebbe stata l’amica  a crearle un  clima ostile. Secondo le ricostruzioni del Corriere la sola persona ad aver cercato di ricomporre la situazione è stata la preside. Venuta a conoscenza dei video e delle foto umilianti fatti con gli smartphone, ha vietato l’uso dei telefonini in classe. E sempre lei ha cercato di dare vita a un confronto costruttivo, mettendo le due ragazze a confronto in classe, anche se con esito fallimentare. Dal 28 maggio scorso la ragazza non ha fatto più rientro in classe: avrebbe dovuto sostenere un interrogazione ma non ja retto allo stress ed è stata trasportata all’ospedale, per fortuna senza gravi ripercussioni.

Commenti

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  • Brigantenero@gmail.com 16 luglio 2018

    Vergogna schifosi. Attendiamo l’indagine del mpi e i provvedimenti soprattutto quelli a carico dei docenti sempre se vero quanto riportato.

  • luciferoverde@gmail.com 16 luglio 2018

    L’educazione parte prima dai genitori che secondo me non sono all’altezza della situazione oppure sono peggio dei figli e poi i docenti che se ne fregano …..ho vissuto anch’io una situazione analoga e vedevi mio figlio messo da parte di tutti Vergogna!!!!!

  • Silviatoresi@gmail.com 16 luglio 2018

    Probabilmente questi giovani incivili hanno dei genitori che sono più incivili di loro.

  • simef@tiscali.it 16 luglio 2018

    Dagli amici mi guardi Dio, dai nemici mi guardo io.Niente di più azzeccato!

  • laurabovati@yahoo.it 16 luglio 2018

    Ok, d’accorco all’accusa agli insegnanti, che comunque non possono arrivare dappertutto oltre a non essere difesi da nessuno ( ci siamo scordati le varie aggressioni subite quest’anno da vari docenti?), ma i genitori di questi ignoranti bulletti minorenni, che evidentemente non sono capaci di educare in modo corretto, non rispondono mai di nulla?