Berlusconi: “Salvini attento, il M5S porterà alla rovina l’Italia”

Un Berlusconi a tutto campo, dall’immigrazione alla visione dell’Europa, fino alle misure economiche del Decreto dignità di Di Maio che l’ha fatto infuriare non poco. Lo va ripetendo da giorni Berlusconi che la politica economica in cui si è imbarcato il governo Lega-M5S non porteà nulla di buono. In una lunga intervista al Giornale spiega perché.

“Immigrazione, ok fermezza, ma senza cinismo”

Si inizia dall’immigrazione, visti i primi obiettivi raggiunti in queste ore dal governo Conte quanto alla redistribuzione europea dei migranti. Ammette il Cav: “Io credo che un cambio di passo in materia di immigrazione sia necessario. Ma la linea della fermezza va applicata senza mai perdere di vista i principi di umanità che sono nella nostra cultura. La vita e la dignità delle persone vengono prima di tutto. Il cinismo davanti ai lutti e alle sofferenze non è tollerabile. Lo dice chi ha guidato l’unico governo che era riuscito davvero a bloccare gli sbarchi”, rivendica l’ex premier.

Poi di nuovo l’attacco al ministro del Lavoro Luigi Di Maio e, per conoscenza, all’alleato Matteo Salvini: “Per guidare il Paese
bisogna saper affrontare i problemi con sobrietà”. Ma su un eventuale
addio del Carroccio all’alleanza di centrodestra taglia corto con
convinzione: questa ipotesi “sarebbe realistica solo se la Lega avesse
deciso di perdere. E Matteo Salvini non mi sembra sia un leader a cui
piace perdere”.

“Ricette economiche folli”

“I programmi dei Cinque Stelle – accusa di nuovo il leader di Fi – sono fatti per aprire una voragine nei conti che si potrà colmare solo a colpi di nuove tasse. Una  ricetta che l’Italia non può assolutamente permettersi”. E il decreto  Dignità “è la dimostrazione che Di Maio non conosce nulla del mondo  del lavoro”.

Pensioni

Una follia, dice, i tagli annunciati alle pensioni. «Tagliare le pensioni sarebbe semplicemente una follia. Ma il fatto stesso che se ne parli dimostra che avevamo ragione, quando dicevamo che i Cinque Stelle hanno come unico collante ideologico il pauperismo, l’invidia sociale, l’odio di classe, a cui si aggiunge un giustizialismo inquietante per i diritti e la libertà di tutti. Tagliare le pensioni significa rubare ai cittadini una parte dei redditi guadagnati in una vita di lavoro, e percepiti in modo differito in età avanzata». Altra follia,  Berlusconi considera la chiusura festiva dei negozi. Attacca:  «Altra misura dirigista: io comprendo si possa auspicare che vi sia un’organizzazione degli orari e dei giorni di apertura dei negozi per garantire il diritto al giusto riposo e per non disunire le famiglie. Ma questi obiettivi non vanno realizzati con un provvedimento che limita la libertà di tutti e che rende molto più difficile per cittadini e turisti l’accesso alle attività commerciali. Oltre tutto, in un momento nel quale la domanda interna stenta a decollare, deprimere i consumi non mi sembra un buon modo per far ripartire l’economia».

La bordata finale ai Cinquestelle

«I Cinque Stelle si dipingono come un movimento apolitico, ma in realtà hanno raccolto tutti i peggiori cascami delle ideologie di sinistra, dalla cultura anti-industriale all’invidia sociale al giustizialismo e all’indifferenza per le libertà del cittadino. Il blocco delle grandi opere, la ventilata chiusura dell’Ilva, i provvedimenti contro la flessibilità dell’impiego, la misura assistenziale del reddito di cittadinanza sono solo i primi esempi: un nuovo disastroso ’68 che con cinquant’anni di ritardo si sta abbattendo sul nostro paese».