L’errore marchiano di Trump sull’Iran. Che, alla fine, gli si ritorcerà contro

giovedì 10 maggio 17:30 - DI Tano Canino

Che Donald Trump sbagli sull’Iran ci può stare. Ma è incomprensibile, oltre che diabolico, il suo perseverare in un errore così marchiano. È come se qualcuno lo spingesse, lo invogliasse, lo spronasse ogni giorno ad affermare il contrario del vero, a ripetere il falso magari per poterne palesare l’incapacità politica. Un cortocircuito i cui riflessi rischiano di destabilizzare davvero il mondo. No, non si spiega facilmente l’errore di Trump. Perchè la verità è visibile ed è sotto gli occhi di tutti: non è la Repubblica iraniana, non è il regime degli Ayatollah di Teheran a  finanziare il terrorismo internazionale. È vero il contrario: l’Iran e il suo esercito combattono, con noi e più di noi, i terroristi. A cominciare da quelli dell’Isis. È vero che hanno contribuito a liberare la Siria e l’Iraq dalle orde mercenarie del criminale sunnita al-Baghdadi. Ed è vero che hanno restituito Palmira alla civiltà e tutte le chiese e tutti i conventi occupati da quei tagliagole al culto dei fedeli cristiani. Possibile che Trump non lo sappia? Possibile che non sappia che non sono di religione sciita, ma sunnita i criminali che ammazzano e distruggono e che portano terrore e devastazione in Europa e ovunque? Tutti sunniti, nessuno sciita. Come i criminali dirottatori dell’11 settembre che colpirono l’America. Come Osama Bin Laden e i suoi terroristi di Al Qaeda. Come i Fratelli musulmani che agiscono in Libia, in Tunisia, in Egitto o come gli assassini delle brigate al-Nusra responsabili degli orrendi massacri alle porte di Damasco. Possibile che Tump non lo sappia? No, così come non è possibile che non sappia che quella stessa intelligence statunitense che a Washington si presta ad ogni tentativo di incastrarlo con la pantomima del Russia-gate, in Medio Oriente abbia sostenuto con dollari e armi tutta quella marmaglia, sunnita, che ha dato vita al terrorismo jihadista. No, non è possibile. Non è possibile che the Donald non sappia che il terrorismo internazionale è finanziato -da sempre- dai petroldollari dei sauditi di cui gli sciiti sono acerrimi nemici. Così come è impossibile che non sappia che a Theran c’è totale libertà di culto e a Riyad no. Eppure il presidente americano vende armi all’Arabia Saudita e straccia i trattati con la Persia. Chiama “terroristi” i governanti eletti di Teheran e “presidente” il dittatore nordcoreano Ciccio-Kim. Un non senso legittimato da una menzogna. Che, alla fine, gli si ritorcerà contro.

 

Commenti

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  • enrico.zampieri@tin.it 11 maggio 2018

    Trump ha fatto rinsavire Kim. Presto toccherà agli ayatollah. Credo proprio che il Donald non sia così malaccio, dopo tutto.

  • gianchi0655@gmail.com 11 maggio 2018

    Purtroppo la storia insegna che agli USA come dicono a Roma della verità non gliene potrebbe fregare di meno